Screening mammografico, l’adesione migliora con strumenti più efficaci. Bayer a fianco di Europa Donna

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Per il Programma di Screening Mammario Organizzato, cioè con chiamata da parte del Servizio Sanitario Nazionale, è arrivato il momento dei cambiamenti, con l’obiettivo di renderlo più efficiente e, di conseguenza, di incrementare il numero di adesioni. Per parlarne, Europa Donna Italia insieme a Motore Sanità, ha organizzato la tavola rotonda “Screening mammografico: l’adesione aumenta con strumenti più efficaci”, un progetto ad ampio respiro sviluppato grazie al lavoro in sinergia di Associazioni pazienti e Specialisti, con il patrocinio delle Società scientifiche GISMA (Gruppo Italiano Screening Mammografico), SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica), AITeRS (Associazione Italiana Tecnici di Radiologia Senologica) e ONS (Osservatorio Nazionale Screening), con il supporto non condizionato di Bayer.

«Oggi l’obiettivo è di condividere con le Istituzioni le richieste delle donne, per iniziare un percorso di miglioramento del servizio di diagnosi e di screening», dice Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia. «Queste richieste sono state formulate grazie al lavoro congiunto tra società scientifiche e associazioni e raccolte in un dossier, che rappresenta un policy brief per i diversi destinatari che vorremmo prendessero in carico l’area di miglioramento di loro competenza».

Con il supporto a questo progetto a fianco di Europa Donna Italia, Bayer conferma l’impegno di ascoltare la voce del paziente, in questo caso delle donne, con l’obiettivo di costruire proposte di miglioramenti concreti alla qualità della vita. “Crediamo fermamente nel valore della prevenzione e della cura come strumenti sempre più efficaci per una diagnosi affidabile e precoce”, dichiara Mario Indaco – Radiology Country Head di Bayer Italia. “La collaborazione con Europa Donna Italia, le sinergie con le società scientifiche di settore e il confronto con le istituzioni rappresentano un’ulteriore opportunità per promuovere la cultura della prevenzione e del corretto approccio alla cura”.

Tutte le raccomandazioni sono state redatte in un’ottica di partecipazione attiva con gli attori del Servizio Sanitario Nazionale, i medici, le società scientifiche, le istituzioni e le associazioni all’interno del nostro sistema sanitario che, in questa fase di revisione e trasformazione digitale, potrebbe usufruire di agevolazioni concrete per migliorare il nostro servizio di diagnosi precoce e screening.

Il progetto è iniziato a maggio 2021 e si è sviluppato in due fasi. La prima, di formazione scientifica, è stata focalizzata sulle linee guida e sulle evidenze supportate dalla ricerca internazionale, relative allo screening mammografico e alla diagnosi precoce. La seconda, che si è svolta tra novembre e gennaio 2022, ha avuto invece l’obiettivo di identificare tramite workshop specifici, le principali criticità avvertite dalle donne nei confronti dei programmi di screening, che ne ostacolano l’adesione e la fidelizzazione.

A fare da chairman al Progetto, Livia Giordano e Pietro Panizza, del Comitato Tecnico Scientifico di Europa Donna Italia.

“È stato un esempio di forte e vera sinergia tra le donne delle associazioni, il cosiddetto terzo settore e il mondo sanitario, con una corrente benefica bidirezionale», interviene Livia Giordano, Responsabile SSD Epidemiologia e Screening AOU Città della Salute e della Scienza, CPO Piemonte-Torino e Membro Coordinamento GISMA, Gruppo Italiano Screening Mammografico. «È stato un bel modo di partire dalle esigenze sentite dalle donne e dai loro bisogni per sensibilizzare i professionisti coinvolti nei percorsi di screening e i decisori politici e trovare “insieme” delle soluzioni».

Un grande lavoro, che ha portato alla stesura di una lista di sei richieste che rappresentano gli obiettivi da realizzare per migliorare l’adesione allo screening mammografico. Da queste sono state estrapolate le tre prioritarie, le più urgenti, da sottoporre alle Istituzioni e ai decisori nazionali e regionali dai quali dipende l’applicazione delle soluzioni proposte. Riguardano l’invito ad aderire al Programma di Screening Mammografico del Servizio Sanitario Nazionale, con la richiesta di aggiornare le modalità di recapito dell’invito e dell’esito e di rimodulare il messaggio, la formazione dei tecnici di radiologia, l’attivazione della connessione tra Centri screening e Breast Unit.

«Da anni si cerca di trovare il modo di offrire un percorso personalizzato allo screening mammografico ma le donne ci chiedono una modernizzazione globale dei programmi di screening anche in termini di umanizzazione ed empatizzazione dell’intero percorso», sottolinea Pietro Panizza, Medico Radiologo, Primario di Radiologia a indirizzo Senologico, IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano. «Queste proposte vogliono essere un primo passo in questa direzione».

Il problema della mancata aderenza è a monte del Covid e quindi antecedente al 2020, come dimostrano i dati di Sorveglianza Passi relativi al triennio 2017-2020: quasi la metà delle donne tra i 50 e i 69 anni non afferisce allo screening organizzato. E fino a quando su tutto il territorio nazionale non verrà raggiunta la copertura del 100% per quanto riguarda l’invio delle lettere di adesione al Programma, non sarà possibile l’estensione in ogni Regione alla fascia 45-49 e 69-74, come sottolineato nel Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025, esponendo le donne che rientrano in queste fasce a un potenziale maggiore rischio di diagnosi tardive.

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