Sanofi: la profilassi con fitusiran riduce i sanguinamenti del 61% nelle persone affette da emofilia A o B

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In occasione del 30° congresso dell’International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH) 2022 sono stati presentati i dati dello studio di fase 3 ATLAS-PPX che valuta l’efficacia e la sicurezza di fitusiran (80 mg) una volta al mese in adulti e adolescenti affetti da emofilia A o B grave, precedentemente trattati con una profilassi a base di fattori o di agenti bypassanti (BPA).

Fitusiran è una nuova terapia sperimentale a base di RNA silenziante (siRNA, small interfeering RNA) somministrata per via sottocutanea, in fase di sviluppo per il trattamento profilattico di persone affette da emofilia A o B, con o senza inibitore.

Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario e ha dimostrato che la profilassi con fitusiran è in grado di ridurre significativamente gli episodi di sanguinamento rispetto alla precedente profilassi con fattori o BPA.

Durante la profilassi con fitusiran (80 mg al mese) si è registrato un tasso mediano di sanguinamento annualizzato (ABR, annualized bleeding rate) pari a 0 nella popolazione complessiva dello studio.

Questi i risultati principali dello studio di Fase 3 ATLAS-PPX:

• L’ABR è stato pari a 0,0 nella profilassi con fitusiran, rispetto a un ABR mediano di 4,4 della profilassi precedente.

• La profilassi con fitusiran ha comportato una riduzione statisticamente significativa dell’ABR stimato del 61,1% (p= 0,0008) rispetto alla profilassi con fattori o BPA.

• Il 63,1% (n=41) degli adulti e degli adolescenti trattati con fitusiran ha avuto zero emorragie trattate rispetto al 16,9% (n=11) con una precedente profilassi con fattori o BPA.

• L’ABR mediano per i sanguinamenti trattati è stato pari a 0,0 con la profilassi con fitusiran per i partecipanti con e senza inibitori rispetto a 6,5 e 4,4 per i partecipanti con e senza inibitori, rispettivamente, con profilassi precedente.

• Dei 67 partecipanti esposti ad almeno una dose di fitusiran, gli eventi avversi più comuni (≥6 partecipanti) sono stati l’aumento dell’alanina aminotransferasi, la nasofaringite e l’infezione del tratto respiratorio superiore.

• Coerentemente con il rischio precedentemente identificato per fitusiran, sono stati riportati eventi tromboembolici sospetti o confermati in 2 partecipanti (3,0%).

“Questi dati positivi supportano il potenziale di fitusiran nel trasformare la profilassi per le persone affette da emofilia A o B, con o senza inibitori, con un ABR e mediano pari a zero in tutte le popolazioni di pazienti – commenta Dietmar Berger, Global Head of Development and Chief Medical Officer di Sanofi – Inoltre, siamo entusiasti di continuare a studiare fitusiran nell’ambito di un protocollo modificato che si concentra sull’ottimizzazione della dose, includendo dosi più basse e regimi di dosaggio meno frequenti, con la possibilità di ridurre il numero di iniezioni fino a sei all’anno.”

Sanofi sta attualmente studiando l’efficacia e la sicurezza di fitusiran sulla base di un protocollo modificato che prevede dosi più basse e un regime di dosaggio meno frequente, mantenendo un target di antitrombina del 15-35% in tutti gli studi in corso.

Fitusiran è potenzialmente in grado di fornire un trattamento profilattico a tutte le persone affette da emofilia A o B, con o senza inibitori, potenzialmente con un minimo di sole sei iniezioni sottocutanee l’anno.

La terapia utilizza la tecnologia coniugata ESC (enhanced stabilization chemistry)-GalNAc di Alnylam Pharmaceutical Inc.’s che consente un dosaggio sottocutaneo con maggiore potenza e durata. Fitusiran è in sviluppo clinico e non è ancora stato valutato da alcuna autorità regolatoria.

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