Pharma, l’importanza dell’inclusività nel marketing

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Anche l’industria farmaceutica guarda a diversità, equità ed inclusione, ma il marketing farmaceutico e le agenzie che collaborano con le aziende di settore sono, secondo Stephen Frost, CEO e fondatore della società di consulenza strategica per diversità e inclusione Included, ancora un passo indietro, anche se non sono rare le assunzioni di manager che si occupano proprio di diversità e inclusione, anche negli studi clinici.

Nel 2019, l’Association of National Advertisers (ANA) negli USA ha pubblicato un report che ha mostrato come il reclutamento di persone di diverse etnie sia per le aziende un problema a causa della non omogeneità delle risorse investite in iniziative sulla diversità e sull’inclusività.

L’associazione ha individuato quattro aree chiave per cercare di formare una forza lavoro diversificata e inclusiva:

• ricostruire la reputation con gli studenti delle Università

• stringere forti relazioni con il mondo accademico, prestare attenzione al recruiting, sfruttando una mentalità orientata al marketing

• Capacità di “reinventare” il futuro

• Maggiore trasparenza nella composizione degli organi esecutivi dell’azienda.

La strutturazione di una forza lavoro diversificata e inclusiva permetterà di raggiungere obiettivi facendo leva proprio sulla sua eterogeneità.

Un esempio da non seguire è quello riferito da Frost circa un cliente della sua società che vendeva un prodotto in America Latina con una forza vendite di etnia caucasica; dunque non rifletteva il target degli operatori sanitari del luogo.

E anche su questi aspetti pratici, osserva Frost, dovrebbero riflettere i Consigli di Amministrazione.

 

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