MSD, progressi nella lotta all’HIV-1 con DOR/ISL primo regime non-INSTI a due farmaci

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In occasione della 33ª Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections (CROI)  –che si è svolte a Denver dal 22 al 25 febbraio –  MSD ha presentato i risultati di tre studi pivotal di fase III che hanno valutato il regime sperimentale orale a due farmaci doravirina/islatravir [DOR/ISL (100 mg/0,25 mg), MK-8591A] in monosomministrazione giornaliera in adulti con infezione da HIV-1.

“Siamo orgogliosi di proseguire nel percorso dei nostri 40 anni di ricerca sull’HIV con la presentazione, quest’anno al CROI, di nuovi dati significativi provenienti dalla nostra pipeline in ambito HIV”, sottolinea Eliav Barr, senior vice president, responsabile dello sviluppo clinico globale e chief medical officer dei Merck Research Laboratories, “Islatravir blocca la replicazione di HIV-1 attraverso molteplici meccanismi, tra cui l’inibizione della traslocazione della transcriptasi inversa, e potrebbe costituire il farmaco cardine per una serie di regimi a due farmaci, non-INSTI, a somministrazione giornaliera e settimanale. Se approvato, DOR/ISL sarà il primo di questi regimi nel nostro portafoglio e potrebbe offrire una nuova opzione importante per contribuire a soddisfare le esigenze di trattamento in evoluzione delle persone che vivono con l’HIV”.

I farmaci non-INSTI sono antiretrovirali che non appartengono alla classe degli inibitori dell’integrasi (INSTI, Integrase Strand Transfer Inhibitors).

Lo studio clinico MK-8591A-053
Questo studio di fase III, in doppio cieco, ha valutato DOR/ISL rispetto a bictegravir/emtricitabina/tenofovir alafenamide [BIC/FTC/TAF, 50 mg/200 mg/25 mg] negli adulti con HIV-1 naïve al trattamento antiretrovirale.

Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario di efficacia, rappresentato dalla percentuale di partecipanti con soppressione virale (HIV-1 RNA <50 copie/mL), dimostrando la non inferiorità di DOR/ISL rispetto a BIC/FTC/TAF alla settimana 48: rispettivamente 91,8% e 90,6% (differenza di trattamento 1,2%, IC 95%: -3,7, 6,2; p<0,001).

Il profilo di sicurezza è risultato simile tra i due gruppi e coerente con studi precedenti. Gli eventi avversi correlati al farmaco e le interruzioni dovute a questi eventi sono stati simili tra i gruppi (14% per DOR/ISL e 18% per BIC/FTC/TAF; 1,1% per DOR/ISL e 2,2% per BIC/FTC/TAF). Questi dati, pubblicati simultaneamente da The Lancet HIV, si aggiungono ai precedenti risultati di fase III negli adulti con HIV-1 virologicamente soppressi e costituiranno la base per future richieste di autorizzazione regolatoria.

Studi a 96 settimane
Sono stati inoltre presentati nuovi dati dagli studi di fase III MK-8591A-052 e MK-8591A-051, che valutano DOR/ISL rispetto a BIC/FTC/TAF o alla terapia antiretrovirale di base (bART) in partecipanti con HIV-1 virologicamente soppressi che hanno effettuato uno switch a DOR/ISL. In entrambi gli studi, DOR/ISL ha mantenuto elevate percentuali di soppressione virologica alla settimana 96 e ha mostrato un profilo di sicurezza simile a BIC/FTC/TAF e alla bART.

New Drug Application per la FDA
I dati a 48 settimane hanno supportato la presentazione della prima New Drug Application (NDA) per DOR/ISL nel trattamento dell’infezione da HIV-1 negli adulti virologicamente soppressi in terapia stabile. La FDA ha fissato al 28 aprile 2026 la data prevista per la decisione sulla domanda, ai sensi del Prescription Drug User Fee Act (PDUFA).

Negli Stati Uniti e in Europa, doravirina è approvata per il trattamento degli adulti con HIV-1 sia in combinazione con altri antiretrovirali come farmaco singolo, sia come componente di un regime in compressa unica [doravirina, lamivudina e tenofovir disoproxil fumarato (DOR/3TC/TDF)].

I commenti
“I dati presentati al CROI 2026 sul trial MK-8591A-053, che confrontava doravirina/islatravir con il regime standard B/F/TAF nelle persone con HIV naïve, rappresentano una vera svolta, dimostrando efficacia non-inferiore e sicurezza comparabile di un regime a due farmaci non contenente INSTI – commenta Andrea Antinori, Direttore Unità di Immunodeficienze Virali e Neuro-Oncologia Infettiva, Direttore Sanitario INMI L. Spallanzani di Roma. – I dati risultano ancor più significativi poiché ottenuti in uno studio con una percentuale elevata di pazienti avanzati e con carica virale superiore a 100.000 copie/mL. Dopo i brillanti risultati nei pazienti in soppressione virologica, DOR/ISL si pone come uno dei regimi standard anche nei pazienti HIV naïve, con potenziali riflessi sulle linee-guida”.

“I dati presentati al CROI aprono un nuovo capitolo nella lotta all’HIV/AIDS. DOR/ISL rappresentano il primo regime completo a due farmaci senza inibitori dell’integrasi – aggiunge Andrea Gori, Direttore Dipartimento Malattie Infettive Ospedale Luigi Sacco Milano – Un nuovo successo della ricerca che migliorerà ulteriormente efficacia e qualità della cura per le persone che vivono con HIV”.

La “Carta d’identità” di islatravir (MK-8591)
Islatravir (MK-8591) è l’analogo nucleosidico sperimentale di MSD che blocca la replicazione di HIV-1 attraverso molteplici meccanismi, tra cui l’inibizione della traslocazione della transcriptasi inversa, con conseguente interruzione immediata della catena e modifiche strutturali nel DNA virale.

È in fase di valutazione in numerosi studi clinici, in combinazione con altri antiretrovirali, per potenziali trattamenti dell’HIV-1 a somministrazione giornaliera e settimanale.

La combinazione di islatravir con lenacapavir di Gilead è in fase III  negli studi ISLEND-1 e ISLEND-2come trattamento orale settimanale, mentre la combinazione con l’NNRTI sperimentale ulonivirina (MK-8507) di MSD è in fase II come trattamento orale settimanale.

La pipeline: MK-8527
MK-8527 è il candidato sperimentale orale a somministrazione mensile di MSD per la profilassi pre-esposizione (PrEP) contro l’HIV-1. Lo studio di fase III EXPrESSIVE-11 (MK-8527-011) valuta la sicurezza e l’efficacia di MK-8527 per ridurre il rischio di infezione da HIV-1 acquisita sessualmente in persone a rischio in 16 paesi.

Lo studio EXPrESSIVE-10 (MK-8527-010) valuta lo stesso obiettivo tra donne e ragazze adolescenti nell’Africa sub-sahariana. Entrambi gli studi sono attualmente in fase di arruolamento.

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