Guerra in Ucraina, Big Pharma con le organizzazioni umanitarie

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Sta crescendo il numero di aziende biotech e farmaceutiche che condannano l’invasione russa dell’Ucraina e che si impegnano a mantenere attivo il sistema sanitario del Paese.

Da Roche a Sanofi, passando per Pfizer e Novo Nordisk, in tante, anche attraverso le loro Fondazioni, hanno già fatto donazioni a diverse organizzazioni umanitarie. A monitorare gli sforzi delle società del settore a supporto dell’Ucraina è l’European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA).

Roche, per esempio, ha dichiarato che donerà 150mila confezioni di antibiotico Rocefin al Paese invaso, un farmaco per trattare le infezioni batteriche, nella lista dei medicinali essenziali dell’OMS.

Sanofi ha donato 5 milioni di euro alla Croce Rossa e all’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e sta accelerando la fornitura di medicinali e vaccini essenziali ai pazienti dell’Ucraina e ai rifugiati nei Paesi vicini.

AstraZeneca ha donato 1 milione di dollari al progetto HOPE e all’International Medical Corps, mentre Bristol Myers Squibb ha devoluto 200mila dollari, attraverso la sua Fondazione, a Save the Children e all’International Rescue Committee.

Pfizer ha stanziato un milione di dollari alla Croce Rossa americana e all’International Rescue Committee.

La Fondazione Novo Nordisk contribuisce con circa 7,4 milioni di euro, di cui circa 700 mila andranno all’UNHCR. L’EFPIA ha avuto risposte positive anche da Boehringer Ingelheim, Lundbeck e MSD.

Molte aziende hanno inoltre annunciato che interromperanno operazioni commerciali in Russia.

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