Dodici ex commissari della FDA lanciano l’allarme: le nuove regole sui vaccini negli Stati Uniti mettono a rischio sicurezza, trasparenza e fiducia pubblica.
In un commento pubblicato sul New England Journal of Medicine, gli ex vertici dell’agenzia hanno criticato duramente le proposte in merito di Vinay Prasad, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research.
Secondo gli ex commissari, le linee guida di Prasad rischiano di indebolire i meccanismi che garantiscono vaccini sicuri ed efficaci, soprattutto in caso di emergenze sanitarie. Al centro della polemica c’è la possibile abolizione degli studi di immunobridging, strumenti fondamentali che accelerano l’approvazione di vaccini basati su piattaforme consolidate, come avvenuto durante la pandemia di Covid-19.
Gli ex numeri uno della FDA avvertono che abbandonare questo approccio aumenterebbe la soggettività delle decisioni regolatorie, rallenterebbe l’accesso ai vaccini e incrementerebbe i costi, con un impatto particolarmente duro sulle piccole aziende biotecnologiche. Critiche pesanti arrivano anche all’idea di Prasad di voler confinare i dibattiti scientifici all’interno dell’agenzia, trascurando le eventuali critiche esterne ai processi decisionali della FDA.
Il dibattito si inserisce in un contesto politico-sanitario complesso: il Segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Jr, ha nominato nel comitato vaccini dei CDC scienziati noti per posizioni scettiche, mentre ex membri dell’Advisory Committee on Immunization Practices denunciano un indebolimento del programma nazionale di immunizzazione.
Gli ex commissari chiudono il loro intervento su NEJM con un monito chiaro: “Per ricostruire la fiducia non si possono ignorare le regole della scienza, né soffocare il dibattito. Servono evidenze solide, trasparenza e procedure aperte al pubblico”.