Il presidente degli USA Donald Trump ha lanciato TrumpRx.gov, una piattaforma volta a ridurre i costi dei farmaci negli Stati Uniti, in particolare di quelli innovativi e di fascia alta. Il programma prevede, tra le altre cose, l’allineamento generale dei prezzi a quelli più bassi pagati nei Paesi sviluppati, secondo il principio della “Most Favored Nation” (MFN).
L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione statunitense è rendere i farmaci più accessibili ai cittadini americani e contenere la spesa pubblica, ma l’iniziativa può produrre un effetto a catena sui meccanismi di determinazione dei prezzi sui mercati internazionali.
Possibili ripercussioni in Europa e in Italia
Secondo gli analisti, la compressione dei margini di prezzo negli USA potrebbe indurre le aziende farmaceutiche a rivedere le strategie di prezzo globali. Tutto ciò potrebbe influenzare le negoziazioni di rimborsabilità e l’accesso alle terapie innovative nei sistemi sanitari pubblici europei, Italia compresa.
Inoltre, la pressione sui prezzi esercitata dal nuovo programma USA potrebbe accelerare l’adozione di un maggior numero di farmaci biosimilari e generici in Europa, favorendo politiche di contenimento della spesa sempre più aggressive.
Le aziende farmaceutiche operanti nel Vecchio Continente rimarrebbero alle prese con questioni strategiche fondamentali, come l’autonomia produttiva e la sostenibilità industriale, dovendo bilanciare competitività globale, margini di profitto e disponibilità dei farmaci sul mercato domestico.
In sostanza, TrumpRx non riguarda solo gli Stati Uniti. il nuovo programma USA potrebbe ridefinire dinamiche commerciali, strategie di lancio e politiche di rimborso in tutto il mondo, rendendo necessario per Europa e Italia un attento monitoraggio degli sviluppi per continuare a garantire accesso, sostenibilità e competitività al mercato farmaceutico locale.