Covid. Accordo tra Commissione europea e BioNTech-Pfizer per la fornitura di meno dosi di vaccini

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Venerdì 26 maggio la Commissione europea e gli sviluppatori di vaccini BioNTech-Pfizer, hanno raggiunto un accordo per rispondere meglio alla valutazione condotta dagli Stati membri relativamente all’evoluzione delle esigenze in materia di vaccini contro il Covid. Si è dunque raggiungo un accordo per la modifica dell’attuale contratto di fornitura di vaccin chei tiene conto del miglioramento della situazione epidemiologica, pur continuando a garantire l’accesso all’ultima versione disponibile in caso di futura comparsa di varianti Covid che destino preoccupazione.

“Accolgo con grande favore l’accordo raggiunto con BioNTech-Pfizer insieme ai nostri Stati membri e per loro conto, con l’obiettivo di adattare la fornitura di vaccini contro il Covid al fine di rispondere all’evoluzione delle esigenze. Siamo riusciti a tenere la pandemia sotto controllo in larga misura attraverso i nostri vaccini e le nostre vaccinazioni. E, anche se non è più un’emergenza sanitaria globale, Covid resta una minaccia probabilmente destinata a durare. È dunque fondamentale essere pronti per gli anni a venire”, ha commentato Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare.

– una riduzione della quantità di dosi acquistate dagli Stati membri in virtù del contratto. Le dosi originariamente convenute nel contratto saranno convertite in ordini facoltativi dietro pagamento di una tariffa;
– una proroga del periodo durante il quale gli Stati membri potranno ricevere i vaccini, che a partire da adesso potrà arrivare a 4 anni;
– la possibilità, fino al termine del contratto, di continuare ad avere accesso a dosi supplementari fino a concorrenza del volume originariamente convenuto per soddisfare le esigenze in caso di aumento dei casi e di peggioramento della situazione epidemiologica;
– un accesso continuo a vaccini adattati alle nuove varianti, non appena questi siano stati autorizzati dalle autorità di regolamentazione.

La modifica è stata concordata a seguito di negoziati tra gli sviluppatori di vaccini, gli Stati membri e la Commissione per allinearsi meglio alle strategie in materia di vaccini e all’evoluzione delle esigenze di sanità pubblica negli Stati membri.

A partire dal 2020, e in linea con la strategia dell’UE sui vaccini, l’Unione europea ha investito massicciamente nella produzione globale di vaccini contro il Covid. Era essenziale poter disporre di vaccini quanto prima e nelle quantità necessarie, il che ha richiesto ingenti investimenti prima ancora di sapere se sarebbero stati efficaci.

L’attuazione della strategia dell’UE sui vaccini ha superato ogni aspettativa: gli Stati membri dell’UE hanno avuto accesso a vaccini sicuri ed efficaci basati su un ampio portafoglio di tecnologie diverse, e nelle quantità necessarie, il che ha permesso di garantire a tutti i cittadini dell’UE vaccinazioni primarie e richiami, di salvare vite umane e attenuare le ripercussioni della pandemia sulla vita sociale ed economica.

Inoltre un gran numero di questi vaccini è stato utilizzato per sostenere gli sforzi globali contro la pandemia. Gli Stati membri hanno condiviso 526 milioni di dosi, circa 494,4 milioni delle quali sono già pervenute ai paesi destinatari.

Nel contempo gli Stati membri devono continuare a garantire scorte strategiche dei vaccini di cui hanno bisogno per proteggere le parti vulnerabili della loro popolazione e far fronte a una eventuale evoluzione epidemiologica del virus Covid.

La Commissione, gli Stati membri e BioNTech-Pfizer hanno precedentemente firmato modifiche del contratto che hanno adeguato i calendari di consegna alle esigenze degli Stati membri e hanno istituito un impianto di stoccaggio centrale che aumenta la capacità di stoccaggio per gli Stati membri.

 

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