Biotech, rallentano le IPO

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Dopo un decennio di finanziamenti a favore delle biotech sembra che il trend sia improvvisamente rallentato. A evidenziarlo è Biopharmadive, che sta raccogliendo informazioni sulle offerte pubbliche iniziali (IPO) che portano le piccole società a essere quotate nei mercati pubblici.

Le IPO sono vitali per l’industria biotech. Le quotazioni in borsa, infatti, offrono alle giovani aziende l’accesso a grandi quantità di denaro per far avanzare i loro farmaci attraverso lo sviluppo clinico e i finanziatori hanno buone opportunità per guadagnare un ritorno e formare, così, nuove biotech.

All’inizio del decennio, i mercati delle IPO non erano ricettivi alle aziende biotech, ma nel 2013, con i progressi scientifici e il ritrovato interesse verso il settore, c’è stato un cambio di direzione. Le biotech e i loro sostenitori, quindi, hanno raccolto i frutti per quasi dieci anni. Nel 2021, nonostante la pandemia, più di 100 biotech hanno valutato un’IPO, raccogliendo fondi per quasi 15 miliardi di dollari.

Tuttavia sembra che questo trend si sia improvvisamente fermato e i prezzi delle azioni delle nuove società pubbliche sono crollati alla fine del 2021, con una flessione del settore, indebolendo l’interesse verso le offerte biotecnologie. Così, il ritmo delle IPO si è bloccato e le biotech percorrono ora una strada più difficile verso i mercati pubblici.

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