BioNTech, svolta storica: i fondatori lasciano per una nuova startup mRNA

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BioNTech annuncia l’uscita dei suoi fondatori, Uğur Şahin e Özlem Türeci, che entro la fine dell’anno lasceranno rispettivamente i ruoli di CEO e Chief Medical Officer per guidare una nuova startup dedicata alle tecnologie di RNA messaggero (mRNA) di prossima generazione.

La biotech tedesca – diventata simbolo dell’innovazione durante la pandemia da COVID-19 grazie allo sviluppo, insieme a Pfizer, del vaccino Comirnaty – entra così in una nuova fase. BioNTech manterrà una partecipazione di minoranza nella nuova società e concederà alcuni diritti sulla propria piattaforma mRNA, senza però fornire supporto finanziario continuativo. L’operazione sarà formalizzata entro la prima metà dell’anno.

Fondata nel 2008 con l’obiettivo di sviluppare terapie oncologiche personalizzate, BioNTech ha conosciuto un’ascesa senza precedenti durante la pandemia. Il vaccino anti-COVID ha rappresentato un traguardo scientifico per la tecnologia mRNA – poi celebrata con il Premio Nobel – e uno dei maggiori successi commerciali della storia dell’industria farmaceutica.

Le vendite di Comirnaty hanno sfiorato i 38 miliardi di dollari nel 2022, trasformando BioNTech in una delle principali aziende biotech al mondo, con una capitalizzazione superiore ai 20 miliardi di dollari.

Con la fine della fase più acuta della pandemia, tuttavia, la domanda di vaccini è rapidamente diminuita, spingendo l’azienda a ritornare alla propria mission originaria: l’oncologia.

Oggi BioNTech dispone di una pipeline che include vaccini antitumorali basati su mRNA, anticorpi bispecifici e terapie cellulari. Entro la fine dell’anno la società prevede di avere, in oncologia, 15 studi clinici di fase III.

Il passaggio di testimone e le reazioni dei mercati
La biotech ha avviato la ricerca dei successori dei fondatori per garantire una “transizione fluida”. I mercati stanno reagendo con cautela: il titolo BioNTech ha perso oltre il 20% nelle prime ore di contrattazione dopo l’annuncio del 10 marzo.

Secondo l’analista Daina Graybosch di Leerink Partners, l’uscita dei fondatori rappresenta un passaggio “logico per un’azienda che si prepara al lancio di più prodotti”, ma introduce anche “un significativo elemento di incertezza per un titolo già sotto pressione nel dimostrare il valore della pipeline oncologica”.

Le implicazioni politico-economiche in Europa
La decisione di Şahin e Türeci arriva in un momento delicato per l’ecosistema biotech europeo. Da un lato, l’Europa cerca di rafforzare la propria autonomia strategica nel settore biotecnologico e vaccinale; dall’altro, molte startup deep-tech faticano a trovare capitali sufficienti rispetto ai concorrenti statunitensi.

La nascita della nuova società mRNA può avere una doppia chiave di lettura:  da un lato rafforza l’ecosistema europeo dell’innovazione, creando un nuovo polo tecnologico in un campo strategico per vaccini, oncologia e malattie rare; dall’altro evidenzia ulteriormente la tendenza di mercato che vede separate le grandi aziende impegnate nello sviluppo clinico avanzato dalle startup focalizzate sulla ricerca di frontiera.

Per i governi europei, l’evoluzione della tecnologia mRNA rappresenta anche una questione di politica industriale e sicurezza sanitaria. La piattaforma sviluppata durante la pandemia è oggi considerata una infrastruttura strategica per rispondere a future emergenze epidemiologiche e per lo sviluppo di vaccini personalizzati.

In questo contesto, la collaborazione tra BioNTech e la nuova startup appare come uno spin-off controllato, che permette alla società madre di concentrarsi sulla commercializzazione dei propri farmaci oncologici, senza perdere il contatto con la frontiera tecnologica.

 

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