AstraZeneca ha stretto un accordo con la biotech cinese CSPC Pharmaceutical Group, dal valore potenziale di oltre 18 miliardi di dollari, per lo sviluppo di circa otto farmaci sperimentali per obesità e diabete, sfruttando l’intelligenza artificiale e la tecnologia proprietaria di CSPC. Tra questi candidato spicca un iniettabile a doppia azione simile al best-seller Zepbound di Eli Lilly, già pronto per la fase I di sperimentazione.
L’azienda britannica ha già in pipeline tre candidati in fase II per la gestione del peso: una pillola, un iniettabile settimanale mirato all’ormone amilina e un altro iniettabile a doppia azione.
In base all’accordo – annunciato contestualmente all’investimento da 15 miliardi di dollari di AstraZeneca in Cina – CSPC riceverà un pagamento iniziale di 1,2 miliardi di dollari e potrà beneficiare di ulteriori milestone legati a ricerca, sviluppo e vendite, fino a un massimo di 18,5 miliardi di dollari complessivi, oltre alle royalties.
“La tecnologia di CSPC ha il potenziale di trasformare il trattamento dell’obesità, affrontando le barriere legate all’aderenza e alla comodità, cruciali per il successo terapeutico a lungo termine,” commenta Sharon Barr, Executive Vice President e responsabile R&D biofarmaceutico di AstraZeneca.