Antibiotico resistenza, Rappuoli: “Epidemia silenziosa. L’Italia può guidare la risposta europea”

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“L’antibiotico resistenza è una epidemia silenziosa. Non fa rumore come una pandemia ma ogni anno provoca centinaia di migliaia di morti nel mondo. È un fenomeno che rischia di riportarci indietro di decenni”. Nel corso del podcast “Salute e Sanità” della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, il direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, Rino Rappuoli, ha richiamato l’attenzione su una delle emergenze più gravi per la salute pubblica globale: l’antibiotico resistenza. Un fenomeno che cresce ogni anno e che colpisce in silenzio.

“Ringrazio il Presidente della FNOMCeO Filippo Anelli per aver voluto approfondire questo tema. Serve unità fra clinica e ricerca. Un’azione congiunta che parta dalla diffusione di una educazione al corretto uso degli antibiotici”. Il tema non riguarda solo la clinica ma il futuro della medicina moderna. Senza antibiotici efficaci diventano più rischiosi gli interventi chirurgici e più complesse le cure intensive. “Se perdiamo gli antibiotici perdiamo uno dei pilastri della medicina contemporanea. Per questo la ricerca deve essere centrale. Non possiamo limitarci a gestire l’emergenza. Dobbiamo anticiparla”, ha sottolineato.

Nel suo intervento Rappuoli ha evidenziato il ruolo della Fondazione Biotecnopolo di Siena come piattaforma nazionale dedicata anche alla lotta contro i patogeni resistenti. Un luogo che integra competenze diverse e mette insieme ricerca di base e sviluppo applicato. “Al Biotecnopolo di Siena stiamo lavorando per unire l’eccellenza della ricerca italiana e internazionale. Stiamo costruendo una rete solida per fare sistema”, ha affermato. “La sfida dell’antibiotico resistenza richiede visione e una strategia coordinata a livello europeo e l’Italia può avere un ruolo da protagonista. In Europa siamo riconosciuti per la qualità della nostra ricerca e possiamo perciò essere la locomotiva in un momento di instabilità geopolitica”, ha dichiarato Rappuoli. Secondo il direttore scientifico, l’impegno contro l’antibiotico resistenza rappresenta un banco di prova per l’intero sistema Paese. Non solo per la comunità scientifica. “Affrontare questa emergenza significa rafforzare la nostra capacità di innovare, proteggere il Servizio sanitario nazionale e garantire alle nuove generazioni cure efficaci. È una responsabilità che non possiamo rinviare.

Oggi – ha concluso Rappuoli – l’antibiotico resistenza (AMR) è una priorità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è stata indicata come priorità anche dal G7 presieduto dall’Italia nel 2024, sotto la guida del Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Abbiamo quindi bisogno di strategie terapeutiche innovative, che siano complementari agli antibiotici e siano in grado di prevenire e curare dove gli antibiotici falliscono. La Fondazione Biotecnopolo ha scelto da tempo di puntare su anticorpi monoclonali, un presidio terapeutico già largamente usato nella cura dei tumori, come arma alternativa contro i batteri resistenti agli antibiotici”. L’intervento nel podcast della FNOMCeO conferma la centralità del tema nell’agenda scientifica nazionale e ribadisce l’impegno della Fondazione Biotecnopolo di Siena a guidare, insieme ai partner italiani ed europei, una risposta strutturale a quella che viene sempre più definita una emergenza globale silenziosa.

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