Al via il XXII Convegno AIIC: un premio americano per confermare una presenza professionale essenziale nel panorama della sanità

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Con la consegna del Premio dell’American College of Clinical Engineering all’ingegneria clinica italiana si è aperto a Riccione il XXII Convegno nazionale dell’AIIC – Associazione Italiana Ingegneri Clinici. Il Premio – attribuito nel 2021, ma non consegnato causa pandemia – è stato portato in Italia da Binseng Wang (tra i fondatori e past-president di ACCE) e ricevuto da Lorenzo Leogrande (past-president AIIC), per “l’opera di sviluppo e posizionamento istituzionale dell’ingegneria clinica in Italia”, azione che può essere considerata da modello per le altre associazioni professionali in tutto il mondo. Dal 12 al 15 giugno gli ingegneri saranno riuniti per affrontare il tema cardine della quattro giorni: “Oltre il PNRR: verso una cultura tecnologica a sostegno della salute”.

Il Convegno AIIC è stato introdotto dall’intervento di Umberto Nocco (Presidente AIIC), che ha ricordato i quasi trent’anni di vita dell’Associazione nata nel 1993, “tre decenni in cui gli ingegneri clinici si sono trasformati e sono aumentati in quantità, diffusione, competenze, responsabilità, qualità della presenza su tutto il territorio e all’interno di tutti gli ambiti della salute. Eravamo alcune centinaia di ‘operai specializzati’ in una sanità che cercava il suo futuro, mentre oggi siamo una realtà professionale, scientifica ed associativa che dialoga con tutte le Istituzioni, che è presente in tutti gli snodi decisionali del SSN, del procurement, della manutenzione, della sicurezza”.

Oggi la sanità radica i suoi servizi più avanzati nel terreno delle tecnologie: “E’ è impossibile immaginare un’assistenza sanitaria avanzata e di qualità senza tecnologie”, ha detto Nocco, ”cosa sarebbe una terapia intensiva o una sala operatoria senza le decine e decine di strumenti e interconnessi che permettono ai professionisti della sanità di operare e ai pazienti di sopravvivere. Cosa sarebbe la ricerca senza lo sviluppo tecnologico? Cosa sarebbero gli ospedali? Cosa sarebbe anche il semplice studio di un medico di medicina generale? Le tecnologie healthcare non sono una commodity della sanità, ma uno dei suoi elementi portanti. E chi utilizza, acquisisce, governa le tecnologie con chi deve rapportarsi per una corretta gestione delle stesse se non con gli ingegneri clinici che sono i professionisti che coprono nella totale completezza questo ambito così delicato?”

Da qui l’attenzione verso il PNRR, opportunità storica per il nostro Paese. Il presidente AIIC ha ricordato che negli ultimi 20anni la sanità è stata quasi un ‘portafoglio’ a cui attingere, provocando squilibri e disservizi che hanno colpito soprattutto le aree del Paese meno organizzate: “Oggi sembra che qualcosa sia mutato nei piani della politica sanitaria e dei legislatori ed il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza ha messo a disposizione fondi impensabili, oltre 15miliardi di euro. Come professionisti in prima linea su questo settore vediamo positivamente questa spinta al rinnovamento, ma sappiamo – da pragmatici – che non basta acquistare o rinnovare tecnologie per produrre modifiche efficaci e utili, come anche il periodo della prima ondata pandemica ci ha insegnato. Non abbiamo bisogno di interventi singoli, ma di una comune ‘cultura tecnologica’ per i manager, per gli operatori sanitari, per i politici, per le istituzioni per i decisori regionali e nazionali. Per avviare e radicare questa cultura tecnologica dobbiamo incontrare qui e anche dopo tutti gli stakeholders, per creare le fondamenta di una nuova fase strategica, organizzativa e professionale per il SSN”.

A partire da queste considerazioni il presidente Nocco ha concluso la sessione inaugurale del XXII Convegno ricordando gli obiettivi prioritari di AIIC: il dialogo continuo con gli stakeholders, il confronto interno alla professione, l’ascolto della voce delle altre professioni e dei cittadini, la centralità della formazione e – da ultimo – lo “spazio di grande attenzione ai giovani professionisti che cercano di capire come entrare al meglio nel mondo del lavoro”.

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