Pharma, torna la crescita nel Q1: Lilly domina il mercato

Pharma, torna la crescita nel Q1: Lilly domina il mercato
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Il primo trimestre del 2026 conferma la ritrovata forza dell’industria farmaceutica globale, trainata soprattutto dai segmenti dell’oncologia, dell’immunologia e dal mercato dei GLP-1 per diabete e obesità.

A guidare la crescita è ancora una volta Lilly, che continua a macinare risultati record grazie al successo di Mounjaro e Zepbound (tirzepatide), mentre rallenta Novo Nordisk, penalizzata dalla crescente pressione competitiva nel segmento dell’obesità.

Spiccano inoltre le performance di AstraZeneca, AbbVie e Johnson & Johnson, che tornano a crescere a doppia cifra grazie ai rispettivi portafogli oncologici e immunologici.

Lilly sul podio

Con una crescita del 56% nel primo trimestre, Lilly si conferma l’azienda con il miglior tasso di espansione del settore per il sesto trimestre consecutivo. Un risultato superiore del 13% rispetto alle aspettative degli analisti, alimentato soprattutto dal boom dei farmaci a base di tirzepatide.

Mounjaro, indicato per il diabete di tipo 2, ha registrato vendite per 8,7 miliardi di dollari (+125%), mentre Zepbound, destinato al trattamento dell’obesità, ha raggiunto i 4,2 miliardi di dollari (+80%). Numeri che hanno spinto la pharma USA ad aumentare di altri 2 miliardi le previsioni di ricavi per il 2026, ora comprese tra 82 e 85 miliardi di dollari.

Novo Nordisk in difficoltà

Scenario opposto per Novo Nordisk, che nel trimestre ha registrato un calo delle vendite del 10%, la peggiore performance tra le principali aziende farmaceutiche mondiali. È il secondo trimestre consecutivo in cui la società danese chiude in fondo alla classifica della crescita.

A pesare sono soprattutto le aspettative molto elevate sul mercato dell’obesità e la concorrenza sempre più aggressiva di Lilly. Si scorgono però alcuni segnali positivi: il nuovo Wegovy orale (semaglutide) ha generato vendite per 355 milioni di dollari nelle prime settimane di commercializzazione negli Stati Uniti.

Secondo il CEO Maziar Mike Doustdar, oltre un milione di persone avrebbe già utilizzato il farmaco nei primi quattro mesi dal lancio, confermando il forte interesse verso le terapie peptidiche anti-obesità.

AstraZeneca, Q1 a doppia cifra grazie a oncologia e malattie rare

AstraZeneca torna a crescere a doppia cifra grazie soprattutto ai risultati del portafoglio oncologico e di quello delle malattie rare, in aumento rispettivamente del 20% e del 19%.

Il gruppo anglo-svedese può contare su una pipeline molto ampia: nel primo trimestre ben 15 prodotti hanno superato i 300 milioni di dollari di fatturato, avviandosi allo status di blockbuster. Di questi, nove hanno registrato una crescita a doppia cifra.

AbbVie archivia la crisi post-Humira

Anche AbbVie sembra aver definitivamente superato la difficile fase seguita alla perdita di esclusività di Humira (adalimumab). La società statunitense ha centrato il secondo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra.

La ripresa è sostenuta da Skyrizi (risankizumab) e Rinvoq (upadacitinib), che insieme hanno generato 6,6 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026, contro i 5,1 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il fatturato trimestrale si è attestato a 15 miliardi di dollari.

J&J ritrova slancio dopo lo spin-off Kenvue

Per Johnson & Johnson il primo trimestre del 2026 rappresenta un passaggio simbolico: il gruppo non registrava una crescita a doppia cifra dai tempi della pandemia Covid.

La separazione della divisione consumer health Kenvue ha consentito all’azienda di focalizzarsi maggiormente sul business farmaceutico. A compensare il drastico calo di Stelara (ustekinumab), sceso da 1,6 miliardi a 656 milioni di dollari, sono stati soprattutto Darzalex (daratumumab) e Tremfya (guselkumab).

Darzalex ha raggiunto i 4 miliardi di dollari di vendite (+23%), mentre Tremfya è cresciuto del 68%, arrivando a 1,6 miliardi. Alla luce dei risultati, J&J ha rivisto al rialzo la guidance annuale, portando il target a 100,8 miliardi di dollari.

Giappone: bene Astellas e Daiichi Sankyo

Tra i gruppi giapponesi, Astellas continua il proprio trend positivo grazie ai risultati di Veozah (fezolinetant), Padcev (enfortumab vedotin) e Izervay (avacincaptad pegol). Resta centrale Xtandi (enzalutamide), che da solo totalizza circa il 45% del fatturato aziendale.

Anche Daiichi Sankyo continua a rafforzare il proprio posizionamento nell’oncologia. Dopo anni di crescita esplosiva nel settore degli ADC, il gruppo punta a entrare tra le prime cinque realtà oncologiche mondiali entro il 2030, con un obiettivo di ricavi pari a 3 trilioni di yen.

Viatris verso il rilancio

Segnali incoraggianti arrivano infine da Viatris, nata dalla fusione tra Mylan e Upjohn. Il gruppo ha registrato una crescita del 9%, interrompendo una lunga fase di contrazione. Dopo anni di dismissioni e riorganizzazioni, la società punta ora a una crescita stabile dei ricavi fino alla fine del decennio.

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