Bristol Myers Squibb ha raggiunto un accordo con la biotech statunitense Janux Therapeutics per lo sviluppo di una nuova generazione di T cell engager contro i tumori solidi. L’obiettivo della collaborazione è mettere a punto un “tumor-activated therapeutic”, un farmaco in grado di riconoscere un antigene non specificato presente in diversi tumori solidi. La biotech USA guiderà la fase preclinica e potrebbe incassare fino a 850 milioni di dollari complessivi, tra pagamenti iniziali, milestone e potenziali royalties.
Il lavoro di ricerca sarà centrato su una tecnologia proprietaria di Janux che permette di “mascherare” i T cell engager, rendendoli più selettivi nei confronti dei tumori e riducendo il rischio di effetti collaterali, come la sindrome da rilascio di citochine, che spesso limita le dosi dei farmaci di questa classe. L’obiettivo è ampliare il range di dosaggio e migliorare l’efficacia sui tumori solidi, finora difficili da trattare con i T cell engager tradizionali.
Secondo Matt Phipps, analista di William Blair, l’accordo con Bristol Myers Squibb rappresenta una “ulteriore validazione” della tecnologia di Janux. Dopo l’annuncio, le azioni della biotech hanno registrato un rialzo di circa il 9%, arrivando a 14 dollari per azione.