J&J: Q4 2025 in crescita, obiettivo 2026 a 100 miliardi di dollari

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Johnson & Johnson ha chiuso il quarto trimestre 2025 con vendite in crescita, grazie alla domanda dei nuovi farmaci che ha parzialmente compensato il calo del blockbuster Stelara (ustekinumab). Le vendite globali del Q4 hanno raggiunto i 24,6 miliardi di dollari, con un incremento del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, superando di circa il 2% le attese di Wall Street.

Il gruppo del New Jersey ha annunciato previsioni per il 2026 con vendite comprese tra 100 e 101 miliardi di dollari, rispetto ai 94,2 miliardi del 2025, e un utile per azione rettificato tra 11,43 e 11,63 dollari. Nonostante i numeri positivi, gli investitori hanno reagito con cautela, facendo scendere le azioni dell’1% nelle contrattazioni mattutine di mercoledì 21 gennaio, giorno in cui sono stati illustrati i risultati del Q4 2025.

Focus sul portafoglio e sui farmaci chiave
Il faro principale rimane acceso su Stelara, farmaco immunologico che ha generato oltre 10 miliardi di dollari nel 2024, ma che ha subito un forte calo negli Stati Uniti dopo la perdita di esclusiva brevettuale nel 2023. Nell’ultimo trimestre del 2025, le vendite statunitensi di Stelara sono scese del 55% a 766 milioni di dollari, mentre il fatturato globale è calato del 48%, scendendo a 1,23 miliardi.

Per quanto riguarda l’oncologia, Darzalex (daratumumab) resta un asset strategico con vendite 2025 pari a 14,4 miliardi di dollari (+23%), anche se l’esclusiva brevettuale USA scadrà nel 2029. Nel 2025, J&J ha puntato sull’espansione del portafoglio oncologico attraverso acquisizioni mirate, come quelle di Intra-Cellular Therapies (15 miliardi di dollari), Halda Therapeutics (3 miliardi) e Yellow Jersey Therapeutics (1,25 miliardi di dollari).

Sviluppo di terapie innovative
La big pharma USA ha concentrato gli sforzi anche sulle terapie avanzate: Carvykti (ciltacabtagene autoleucel), trattamento CAR-T per il mieloma multiplo, ha registrato un +66% nel Q4, portando nelle casse della società 555 milioni di dollari, mentre Tecvayli (teclistamab-cqyv), anticorpo bispecifico BCMA/CD3, ha raggiunto i 176 milioni (+21%). Entrambi i farmaci non hanno però soddisfatto completamente le aspettative di Wall Street.

In immunologia, la collaborazione con Protagonist Therapeutics ha portato alla messa a punto di un candidato contro la psoriasi, prossimo all’approvazione FDA e ritenuto un potenziale blockbuster.

Il CEO Joaquin Duato, infine, ha ribadito l’intenzione di fare di Johnson & Johnson la prima oncology company al mondo, con un target di 50 miliardi di dollari da centrare entro la fine del decennio.

 

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