Zika: Sanofi partner dell’Esercito americano per sviluppo vaccino

7 luglio, 2016 nessun commento


(Reuters Health) -Sanofi ha firmato un accordo con un istituto di ricerca americano dell’Esercito statunitense, il Walter Reed Army Institute of Research (WRAIR), per velocizzare lo sviluppo del vaccino contro Zika virus. Sanofi è l’unica tra le maggiori case farmaceutiche al mondo a lavorare sul virus Zika, che sarebbe legato all’insorgenza di disordini neurologici nei neonati, anche se più di una dozzina di piccole biotech starebbero lavorando allo stesso obiettivo.

Grazie all’accordo, Sanofi avrà accesso a una promettente tecnologia per lo sviluppo di vaccini a partire da virus inattivati, che avrebbe già dato ottimi risultati sui topi. Il trattamento potrebbe essere così pronto per i primi trials sull’uomo già a partire da ottobre.

L’istituto di ricerca americano, amministrato dal Dipartimento della Difesa USA, trasferirà la sua tecnologia per lo sviluppo dei vaccini alla divisione per l’immunizzazione di Sanofi. Quindi, il National Institute of Allergy and Infectious Diseases condurrà uno studio di fase 1, mentre l’azienda francese si occuperà dello sviluppo del vaccino dal punto di vista clinico e regolatorio.

Risultati promettenti
Dai primi risultati, pubblicati su Nature la scorsa settimana, il vaccino di WRAIR darebbe una protezione contro Zika virus del 100% sugli animali da laboratorio, alimentando le speranze che possa funzionare anche sull’uomo.Sanofi, in realtà, sta sviluppando un vaccino anche a partire dalla tecnologia già messa a frutto per i suoi vaccini contro la febbre dengue, la febbre gialla e l’encefalite giapponese. Tuttavia, questo processo richiederebbe più tempo e Sanofi ha dichiarato che non sarebbe riuscita a partire con la sperimentazione clinica prima del 2017. Da qui la decisione di siglare l’accordo con WRAIR. “Vediamo l’accordo in una prospettiva a breve e a lungo termine – ha dichiarato John Shiver, vice presidente della R&D di Sanofi – per rispondere all’emergenza attuale e, allo stesso tempo, per assicurarci una tecnologia che migliori lo sviluppo di nuovi vaccini in futuro”.

 

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