Vaccini COVID, Valneva: protezione simile ad AstraZeneca ma meno effetti collaterali

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(Reuters) – In uno studio di confronto di fase avanzata, VLA2001, il vaccino sperimentale anti COVID-19 di Valneva, avrebbe dimostrato – secondo la pharma francese – un’efficacia “almeno altrettanto buona, se non migliore” di quella offerta dal vaccino di AstraZeneca e con effetti collaterali significativamente minori.

“Il vaccino VLA2001 di Valneva ha innescato una risposta immunitaria significativamente più forte rispetto al composto di AstraZeneca”, ha dichiarato Adam Finn, ricercatore principale dello studio. Questo dato suggerisce che la protezione contro COVID-19 in termini di risposta anticorpale dovrebbe essere “almeno altrettanto buona, se non migliore”.

Finn ha anche aggiunto che entrambi i vaccini sono altamente efficaci, in particolare contro le forme gravi della malattia. Durante lo studio, nessun partecipante è stato ricoverato in ospedale per COVID-19.

Un ulteriore elemento a favore del candidato vaccino di Valneva è rappresentato dal fatto che la sperimentazione è stata condotta mentre la variante Delta del coronavirus, altamente trasmissibile e responsabile dei recenti picchi globali di ospedalizzazioni e di morti per COVID-19, circolava in modo molto diffuso.

Dallo studio è emerso anche che VLA2001, somministrato in due dosi a 28 giorni di distanza una dall’altra, ha provocato un numero significativamente inferiore di reazioni avverse, tra queste dolore al braccio e febbre.

Le azioni di Valneva quotate a Parigi sono aumentate di circa il 33% – sulla buona strada per essere il miglior risultato di sempre – e sono più che raddoppiate da gennaio 2021, nonostante il crollo del mese scorso quando la Gran Bretagna ha annullato un contratto di fornitura da circa 100 milioni di dosi per il timore che il vaccino non fosse in grado di ottenere l’approvazione.

Valneva presenterà i risultati all’autorità regolatoria britannica a novembre per una possibile approvazione entro la fine del 2021, mentre spera di ottenere il via libera dell’UE entro la fine di marzo del prossimo anno.

L’azienda francese sta anche ampliando i suoi studi con focus sia sugli adolescenti sia sugli anziani e punta a ottenere l’approvazione per questi gruppi di popolazione dopo il via libera per la fascia 18-55 anni.

Fonte: Reuters Health News
(Versione italiana Daily Health industry)

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