Vaccinazioni: in USA avanza il partito degli scettici. Cosa farà Trump?

7 febbraio, 2017 nessun commento


Anche negli USA il dibattito sui vaccini è di stretta attualità. Soprattutto da quando il neo-presidente Trump si è dichiarato favorevole all’istituzione di una commissione che faccia luce sull’eventuale correlazione tra la pratica vaccinale e l’autismo. E mentre molti esperti attendono con ansia le prossime mosse di Donald Trump, un sondaggio dimostra chiaramente come gli americani ritengono che i benefici dell’immunizzazione infantile siano nettamente superiori ai rischi potenziali. Il Pew Research Center – che ha condotto il sondaggio – riferisce che l’88% degli americani ritiene che i benefici dei vaccini  pediatrici – in particolare di quello per morbillo, rosolia e orecchioni superi i rischi, mentre il 10% pensa che i pericoli della vaccinazione non bilancino i vantaggi. L’idea di un legame tra il vaccino e l’autismo risale a uno studio pubblicato da Lancet nel 1998 condotto da Andrew Wakefield. A Wakefield, ora attivista anti vaccinazioni, è stato vietato l’esercizio della professione medica in UK e gli editori del British Medical Journal hanno dichiarato che lo studio era basato su dati falsificati. Per quanto riguarda la posizione del presidente degli USA, Trump ha dichiarato più volte di essere favorevole alle vaccinazioni, ma di voler comunque fare luce sui tempi di somministrazione. Affermazioni che,  aggiunte agli incontri con Robert Kennedy jr – notoriamente su pozioni contrarie alla vaccinazione –  e con Wakefield, hanno creato disagio negli ambienti medici. manifestato soprattutto da Peter Hotez, presidente del Sabin Vaccine Institute. Per combattere la disinformazione sui vaccini, Hotez ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca che confuta il legame tra vaccini e autismo. “Un tale legame non è plausibile – ha detto il clinico americano – perché molti studi hanno dimostrato che l’autismo è legato a “cambiamenti della neocorteccia del cervello nelle fasi iniziali della gravidanza e dunque ben prima che il bambino venga sottoposto a vaccinazione”.

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