UE, la lezione del Coronavirus

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(Reuters) – L’Unione europea intende potenziare il suo sistema di allerta precoce e mantenere una capacità permanente di produrre circa 300 milioni di vaccini nei primi sei mesi di qualsiasi nuova emergenza sanitaria dovesse presentarsi mentre si prepara “all’era delle pandemie”.

L’esecutivo dell’UE ha pubblicato martedì 15 giugno una serie di nuove proposte per rafforzare la capacità del blocco dei 27 di reagire verso nuove crisi. In questo modo ha riconosciuto che la sua preparazione e la reazione iniziale contro la pandemia di COVID-19 sono state insufficienti.

“Gli scienziati ci dicono che questa è l’era delle pandemie e che può arrivare un’altra crisi sanitaria. Dobbiamo assicurarci di essere pronti a rispondere in modo efficace”, ha detto il commissario alla salute dell’UE, Stella Kyriakides, in una conferenza stampa.

Nel documento che elenca le dieci lezioni imparate dalla diffusione planetaria del contagio, la Commissione europea ha affermato che lancerà quest’anno un nuovo sistema di raccolta di informazioni sulle pandemie inteso a rilevare precocemente eventuali nuovi rischi globali per la salute. La decisione fa parte di un piano destinato a rafforzare la preparazione globale e a rendere l’UE meno dipendente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Secondo il nuovo piano, l’UE diventerà anche meno dipendente dalle catene di approvvigionamento globali per la produzione di vaccini. Il blocco europeo mira ad avere una capacità “sempre attiva” di produrre 500-700 milioni di dosi di vaccino all’anno, la metà delle quali deve essere pronta nei primi sei mesi di una pandemia, secondo quanto afferma il documento dell’UE.

 

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana Daily Health Industry)

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