Teva: reslizumab efficace nell’asma refrattario

Teva: reslizumab efficace nell’asma refrattario
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(Reuters Health) – La somministrazione endovenosa del biologico reslizumab, di Teva, sembra essere utile nei pazienti con asma dipendente da corticosteroidi per via orale e non adeguatamente controllato.

È quanto ha evidenziato un’analisi post-hoc pubblicata dal Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice da un team di ricercatori guidato da Parameswaran Nair, del St. Joseph’s Healthcare Hamilton, in Canada.

Il farmaco, che blocca la proteina interleuchina-5 (IL-5), è indicato nel trattamento di mantenimento dei pazienti adulti con asma grave e fenotipo eosinofilo. Per la sperimentazione, Nair e colleghi hanno raccolto dati relativi a 953 pazienti tra 12 e 75 anni con asma da moderato a grave e non adeguatamente controllato.

Di questi, 477 avevano ricevuto reslizumab e 476 placebo. Il farmaco è stato somministrato con un’iniezione ogni quattro settimane per 52 settimane. All’inizio dello studio, inoltre, 73 pazienti di ciascun gruppo, pari al 15%, assumeva corticosteroidi per via orale e circa la metà di questi riceveva anche corticosteroidi per via inalatoria ad alte dosi.

Dai risultati è emerso che nei pazienti trattati con corticosteroidi per via orale all’inizio dello studio, la probabilità di non avere esacerbazione clinica dell’asma entro la settimana 52 nel gruppo trattato era significativamente maggiore rispetto al placebo, 63,8% contro 35,7%. Per quel che riguarda, invece, la funzionalità polmonare, sebbene siano stati osservati miglioramenti numericamente superiori con reslizumab, questi non hanno raggiunto un significato statistico.

Inoltre, tra chi era in trattamento con reslizumab è stato effettuato un numero minore di nuove prescrizioni di corticosteroidi, 248 contro 480 nel gruppo placebo. E tra coloro che assumevano già corticosteroidi per via orale, chi riceveva reslizumab aveva la metà di probabilità di andare incontro a nuove prescrizioni con dosaggi più alti rispetto a quello iniziale, rispetto al placebo. I risultati sarebbero stati simili per i vari sottogruppi a rischio, compresi quelli con rinosinusite cronica.

“Reslizumab per via endovenosa è un trattamento efficace per i pazienti con asma grave associato a un aumento della conta degli eosinofili”, ha affermato Nair, secondo il quale “a differenza di altri anti-IL-5, la sua efficacia nei pazienti con la forma più grave di asma non è stata precedentemente valutata in ampi studi”. Il farmaco, “è utile non sono nel ridurre le esacerbazioni, ma anche nel ridurre il carico totale di corticosteroidi per via inalatoria e orale durante le 52 settimane di studio”, ha concluso l’esperto.

Fonte: Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice
(Versione italiana per Daily Health Industry)

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