Teva fuori dal tunnel? Gli analisti ci credono

11 Febbraio, 2019 nessun commento


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Come sta Teva dopo il biennio orribile appena passato?

Gli analisti vedono rosa. “Nel complesso, pensiamo che la situazione stia migliorando” ha scritto David Maris, analista di Wells Fargo, in una recente nota ai clienti.

Le stime del suo team riguardo i guadagni del Q8 di Teva sono più alte di quelle di Wall Street.

Merito di Kåre Schultz, il nuovo CEO di Teva che ha cominciato la sua attività poco più di un anno fa per riportare l’azienda in difficoltà a crescere di nuovo.

Il suo gigantesco piano di riduzione dei costi – che secondo Jacob ridurrà l’organico di Teva a soli 39.000 dipendenti entro la fine di quest’anno a fronte dei 53.000 alla fine del 2017 – ha provocato alcune polemiche ma è sempre stato accolto con favore dagli analisti.

Secondo altri esperti, inoltre, Wall Street starebbe sovrastimando il rischio di debito di Teva; sono convinti che il piano di riduzione dei costi – 3,6 miliardi di dollari che dovrebbero essere risparmiati quest’anno – contribuiranno solo a stabilizzare la linea di fondo di Teva e non influenzeranno negativamente le vendite dei prodotti.

Sul fronte delle acqusizioni, Teva ha chiaramente scelto il momento sbagliato per far sua l’unità di generici di Allergan, Actavis, poiché il mercato unbranded negli USA deve far fronte alla pressione dei prezzi.

Ma come Schultz ha detto agli investitori alla JP Morgan Healthcare Conference di quest’anno, Teva è fuori da quella “spirale negativa dei prezzi” e “l’intera dinamica dei prezzi dei farmaci negli Stati Uniti è cambiata”.

Anche Teva non vuole più lanciare sul mercato prodotti che non contribuiscono a fare reddito.

Si stima che nel 2019 l’erosione dei prezzi dei farmaci generici di Teva negli Stati Uniti si attesterà all’’8%.

Tuttavia, il prezzo da solo non tiene conto delle vendite. Citando i dati Iqvia, l’analista Maris ha dichiarato che le vendite di farmaci generici di Teva negli Stati Uniti hanno continuato a diminuire con “tassi elevati” superiori al 20% su base annua da ottobre a dicembre. “Questi decrementi di oltre il 20%, sebbene meno importanti rispetto all’inizio del 2018, sono ancora preoccupanti”,

Allora cosa sta incoraggiando l’ottimismo degli analisti nei confronti di Teva? Sono i nuovi prodotti.

Le vendite di nuovi farmaci come Austedo e Ajovy, così come quelle dei biosimilari di Herceptin e Rituxan, aiuteranno a compensare l’erosione delle vendite di Copaxone, farmaco di grande successo contro la sclerosi multipla, e di ProAir, medicinale contro l’asma

Nel 2020, quando la crescita dell’utile netto per azione si stabilizzerà, Teva dovrebbe raggiungere ottimi risultati.

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