Takeda, Pfizer, Amgen o AbbVie: chi comprerà Shire?

9 aprile, 2018 nessun commento


A chi conviene farsi avanti per l’acquisto della biotech con sede a Dublino? Tra i potenziali acquirenti dell’irlandese non ci sarebbe solo Takeda, ma in molte potrebbero trarre beneficio dall’investimento, almeno secondo gli analisti. Tra questi c’è Pfizer: gli analisti hanno ipotizzato per mesi che il colosso fosse orientato all’acquisto di società rivali nel settore immuno-oncologico come Bristol-Myers Squibb o AstraZeneca, ma Pfizer viene “spesso menzionata come potenziale acquirente per Shire”, scrive Vamil Divan di Credit Suisse. Le ragioni? Il gigante farmaceutico “ha un manifesto interesse per le malattie rare e l’emofilia”, due delle specialità di Shire, e sarebbe in parte favorito dalla riforma fiscale degli Stati Uniti. Pfizer potrebbe assorbire Shire con facilità, e, secondogli specialisti del settore, l’acquisto di questa biotech potrebbe aumentare i guadagni della farmaceutica del 28% entro il 2020.

Un’altra Big che potrebbe trarne anche maggiori guadagni è Amgen, suggeriscono Divan e altri. L’accordo, infatti permetterebbe di ampliare ulteriormente i confini della società californiana entro il 2020. Inoltre, come Pfizer, Amgen ha “denaro sufficiente per concludere l’affare”. C’è solo un problema: “una limitata sovrapposizione dei prodotti chiave” delle due società. Inoltre un accordo non rientrerebbe nel solito range di acquisizione di Amgen che si colloca tra i 10 e i 15 miliardi di dollari.

Infine, “a sopresa” – si è presentata al tavolo delle trattative AbbVie. Reduce da un non fortuito passato tentativo di acquisizione da 55 miliardi di dollari non andato in porto a causa dell’entrata in vigore in Usa di una nuova legge che avrebbe “eliminato” quelli che potevano essere i vantaggi fiscali dell’affare, ora potrebbe tornare alla carica, godendo nuovamente di alcune agevolazioni che consentirebbero di incrementare del 25% i guadagni della società entro il 2020. 

Secondo i modelli di Credit Suisse, i giganti statunitensi non dovrebbero indebitarsi eccessivamente per finanziare un acquisto di Shire come invece dovrebbe fare Takeda, ma allo stesso tempo non raccoglierebbero altrettanto dall’eventuale acquisizione. Infatti si calcola che, qualora Takeda concludesse l’affare, ci sarebbe un’impennata dei guadagni del 140% entro il 2020. 

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