Takeda controcorrente: nessuna cessione della BU OTC

8 Gennaio, 2019 nessun commento


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Takeda non cederà la sua BU di medicinali da banco, almeno quella giapponese. Non sarà questa la strada da battere per contenere il debito da 31 miliardi di dollari legato all’acquisizione di Shire.

A dichiararlo è stato lo stesso CEO dell’azienda giapponese, Christopher Weber. Probabilmente verranno dismesse attività fuori dal Giappone e alcuni assett di OTC europei.

Weber si è detto “molto soddisfatto” del business dell’unità dei farmaci da banco di Takeda. E per spiegare i motivi che hanno spinto l’azienda giapponese ad acquisire Shire, il CEO ha citato l’obiettivo di avere a disposizione dei flussi di cassa che possano agevolare il finanziamento della ricerca.

Il volume di affari della BU OTC che opera in Giappone, la Takeda Consumer Healthcare, è relativamente piccolo rispetto a quello delle vendite dei farmaci da prescrizione dell’azienda giapponese.

Per ridurre il debito dell’affare Shire, Takeda sta cercando di vendere beni per un valore di 10 miliardi di dollari.

Tra questi potrebbe rientrare il business dei farmaci da banco europei, con la società giapponese che potrebbe raccogliere fino a un miliardo di dollari da questa vendita.

Inoltre, Takeda ha già ceduto una quota di maggioranza della joint venture cinese con Shanghai Pharma per 280 milioni di dollari. Altri cinque miliardi di dollari potrebbero arrivare dalla vendita di alcuni prodotti del portfolio Shire.
Per avere l’ok all’acquisizione da parte dell’UE, Takeda si è impegnata anche a vendere il candidato contro le malattie infiammatorie intestinali e potenziale rivale di Entyvio, SHP647, che potrebbe attrarre un certo numero di potenziali acquirenti.

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