Sede Ema, si avvicina il momento della verità

7 novembre, 2017 nessun commento


Lavorìo diplomatico tra le capitali in vista del voto del 20 novembre, al Consiglio affari generali a Bruxelles, per l’attribuzione delle due agenzie europee del Farmaco (Ema) e dell’Autorità bancaria (Eba), che dovranno lasciare Londra per la Brexit. Milano, Amsterdam, Copenaghen, Vienna e Bratislava sono le cinque in pole position. Solo col primo turno della votazione si arriverà alla prima vera shortlist. Alcuni Stati, come quelli baltici e scandinavi, potrebbero avere un dibattito nel proprio Parlamento nazionale, per arrivare al tavolo dei ministri Ue il 20 novembre, con un elenco dei favoriti in tasca. Molto dipenderà comunque dalle alleanze che i governi riusciranno a tessere. In gioco sono le affinità politiche, quelle geografiche, ma anche scambi di ‘favori’ per altre partite sullo scacchiere dell’Ue, come la corsa per la presidenza dell’Eurogruppo, che si deciderà con voto segreto il 4 dicembre. Bulgaria e Romania potrebbero riservare le loro preferenze a chi faciliterà il loro ingresso nell’area Schengen. Per oggi è prevista una riunione dei 27 ambasciatori presso l’Unione Europea, per la messa a punto dei ultimi dettagli della votazione. Secondo quanto spiegano fonti europee, l’’intenzione e’ di rendere noto in modo ufficiale solo il risultato finale, che designerà le due ‘vincitrici’, tra le 19 città in gara per l’Ema e le otto candidate per l’Eba. In particolare, 13 Stati concorrono solo per l’Ema (Italia, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Malta, Olanda, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia) due solo per l’Eba (Lussemburgo e Repubblica Ceca), sei per entrambe le agenzie (Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Polonia), mentre sei (Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovenia, Ungheria) non hanno presentato alcuna candidatura. La procedura per la scelta delle sedi, con voto segreto, prevede turni consecutivi, con eliminazione successiva dei meno votati. Si sceglie prima la sede dell’Ema, poi quella dell’Eba. Il Paese vincitore, se candidato anche per Eba, verrà escluso, ma potrà comunque votare.

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