Sanofi Italia: smart working, volontariato e welfare integrativo

25 gennaio, 2018 nessun commento


Dal primo gennaio i dipendenti delle sedi di Milano, Modena e Roma di Sanofi possono lavorare in smart working due giorni su cinque a settimana. Il nuovo accordo – siglato con i sindacati territoriali Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil – prosegue quindi nel solco del precedente (era stato sottoscritto lo scorso luglio) e conferma il passaggio dell’azienda a una maggiore flessibilità nella gestione del tempo e una migliore conciliazione vita-lavoro delle sue persone. Sanofi, infatti, è tra le prime aziende ad aver introdotto nel 2013 lo smart working che oggi interessa più del 60% della sua popolazione. Inoltre, è sempre tra le prime ad aver abolito il controllo dell’orario di lavoro per il suo personale di sede, estendendolo oggi a tutti i livelli dell’organizzazione.

Welfare integrativo peri familiari
Ma la principale novità del nuovo accordo è l’estensione del suo ricco piano di welfare integrativo a tutti i collaboratori e alla loro famiglie, equiparando i nuclei familiari a prescindere dal sesso dei componenti e dal tipo di unione della coppia. Quest’ultima infatti potrà usufruire di ogni benefit semplicemente presentando la certificazione del proprio stato civile o di fatto. Un approccio ribadito attraverso l’adesione di Sanofi a Parks – Liberi e Uguali, l’associazione senza scopo di lucro che supporta le aziende nello sviluppo di strategie e buone pratiche rispettose della diversità di orientamento sessuale dei suoi dipendenti.

Spazio al volontariato
Altra novità dell’accordo è il progetto di volontariato aziendale Give Back che prevede la possibilità per il collaboratore di dedicare una giornata regolarmente retribuita da finalizzare a un’attività per il prossimo, scegliendo da uno specifico calendario strutturato in collaborazione con Associazioni ed enti attivi sul territorio: la formula pilota, da ottobre a dicembre ha coinvolto una sessantina di collaboratori e comprendeva attività a supporto di bambini, giovani e anziani in condizioni di disagio, ma anche giornate in city farm a contatto con la terra e i suoi frutti.

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