Roche: test preeclampsia farà risparmiare al SSN 33 mln di Euro

23 marzo, 2017 nessun commento


Gravidanza sempre più sicura per le future mamme e i loro bambini grazie al test diagnostico di Roche che consente di rilevare lo sviluppo della preeclampsia in donne che presentano fattori di rischio, fino a 4 settimane prima del manifestarsi dei sintomi clinici. La conferma arriva da uno studio italiano pubblicato dall’European Journal  of  Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, che ha osservato come il rapporto tra i biomarcatori sFlt-1(Tirosin Chinasi 1 FMS-Simile solubile) e PlGF (fattore di crescita placentare) possa predire la comparsa di questa grave patologia, che colpisce il 2-8% delle future mamme. Il test di laboratorio di Roche – spiega Daniela Di Martino, Dirigente medico di I livello presso l’Ospedale Buzzi ASST-FBF-SACCO, coautrice dello studio – attraverso un semplice prelievo di sangue ci permette di valutare il rapporto tra i due biomarcatori sFlt-1 e PlGF per escludere che la futura mamma possa sviluppare la preeclampsia. È un grande passo avanti per noi specialisti: il rapporto sFlt-1 e PlGF Roche, l’unico validato a livello internazionale, non ci dice solo se la patologia si conclamerà, ma, attraverso l’interpretazione dei risultati, ci permette anche di capire se si manifesterà con una forma più o meno severa. Tutto ciò ci consente di evitare ricoveri impropri che gravano sul Sistema Sanitario Nazionale: le donne affette da preeclampsia, infatti, necessitano di un monitoraggio costante e un follow up specifico che il più delle volte richiede un ricovero ospedaliero. In molte situazioni, inoltre, il test ci aiuta anche a decidere come e quando espletare il parto, scongiurando il più possibile il rischio di parti eccessivamente prematuri. Quando la preeclampsia si manifesta in maniera grave, l’unica soluzione per salvaguardare la sicurezza di madre e nascituro è indurre il parto”. Grazie all’innovazione di Roche Diagnostics, il test automatizzato  sFlt-1/PlGF, già disponibile in Italia, anticipa di 4 settimane la diagnosi di preeclampsia.

I vantaggi economici del test
Recentemente è stato sviluppato in collaborazione con tre importanti centri italiani un modello per stimare l’impatto economico dell’introduzione del test sFlt-1/PlGF nella pratica clinica, secondo la prospettiva del Sistema Sanitario Nazionale Italiano. I risultati di questa analisi hanno dimostrato che l’introduzione del test può migliorare la gestione delle pazienti a rischio, riducendo conseguentemente i costi sanitari. I costi di gestione di una paziente con sospetta preeclampsia ammontano a Euro 2.384 con approccio standard, rispetto a Euro 1.714 utilizzando il test sFIt-1/PIGF in aggiunta alla comune pratica clinica. Complessivamente il risparmio  atteso nel primo anno per il Sistema Sanitario Nazionale ammonta a 33,2 milioni di euro.

 

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