Roche: accordo con spin out Standford per combo nell’immunoterapia

15 gennaio, 2018 nessun commento


Si allunga la lista delle aziende che avviano sperimentazioni di associazione tra immunoterapie e anti-CD47. A testare insieme l’anticorpo Hu5F9-G4, messo a punto da Forty Seven, spin-out della Stanford University, sarà ora anche Roche, che ha stretto un accordo per finanziare due sperimentazioni cliniche per l’associazione con il suo anti PD-L1 Tecentriq (atezolizumab). Si tratta del secondo accordo del genere, dopo quello siglato con la tedesca Merck KGga, a novembre scorso, per testare Hu5F9-G4 in associazione con Bavencio (avelumab), in una sperimentazione di fase 1b contro il tumore dell’ovaio. La nuova partnership con Roche aiuterà la spin-out della Stanford University, lanciata nel 2015, ad accelerare sui test nel trattamento di un altro tumore solido, il cancro della vescica, e di una forma tumorale del sangue, la leucemia mieloide acuta. La proteina CD47 è stata identificata circa un decennio fa da Irv Weissman, ricercatrice a Stanford, che insieme ai suoi colleghi evidenziò come questa fosse sovra-espressa nella leucemia mieloide acuta, dove una maggiore espressione era legata a esiti peggiori di questa malattia. Secondo l’azienda, il CD47 agirebbe come un segnale di ‘non mangiarmi’ che impedirebbe alle cellule tumorali di essere attaccate e distrutte dai macrofagi. La notizia della nuova partnership arriva a pochi giorni dalla raccolta, da parte di Forty Seven, di altri 75 milioni di dollari di finanziamento, arrotondando la raccolta fondi in questa seconda fase a un totale di 150 milioni di dollari, senza considerare la sovvenzione di cinque milioni di dollari dal California Institute for Regenerative Medicine (CIRM). Secondo Craig Gibbs, repsonsabile commerciale di Forty Seven, “c’è un bisogno insoddisfatto per la leucemia mieloide acuta e per il tumore della vescica, sopratutto verso i pazienti più anziani che hanno particolari funzioni d’organo compromesse e non riuscirebbero a resistere agli effetti collaterali della chemioterapia. Siamo entusiasti – ha concluso – di andare a testare queste nuove combinazioni in collaborazione con un’azienda leader nel settore oncologico”.

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