Ricette mediche: 75 associazioni pazienti scrivono a Speranza per dematerializzazione

Ricette mediche: 75 associazioni pazienti scrivono a Speranza per dematerializzazione
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75 tra Associazioni e federazioni di pazienti hanno scritto una lettera, indirizzata al Ministro della Salute Roberto Speranza, per chiedere l’adozione di una norma univoca a livello nazionale per la “Dematerializzazione delle ricette per approvvigionamento dei farmaci e presidi terapeutici per garantire la continuità terapeutica al domicilio per pazienti che stanno a casa in conseguenza alle misure di contenimento del Coronavirus”.

“È necessario garantire il ritiro dei farmaci (PHT) e dei presidi terapeutici direttamente presso le farmacie private e presso le farmacie comunali – si legge nella lettera – tenendo conto che in alcune realtà territoriali del nostro Paese le farmacie comunali rappresentano importanti riferimenti per la popolazione. Chiediamo quindi che sia emanata ed attuata una norma nazionale che (come già avvenuto per la proroga delle esenzioni e dei piani terapeutici) permetta di dematerializzare anche le ricette per il ritiro dei farmaci/presidi terapeutici, previsti dal piano terapeutico prorogato”.

“Ciò che ci stupisce – continua la lettera – è come proprio a fronte di soggetti fragili a maggior rischio di contagio a causa della loro condizione di malattia, non sia stato uniformato su tutto il territorio nazionale un provvedimento che eviti a queste fasce di popolazione di doversi ancora recare presso lo studio del medico per ritirare la ricetta cartacea da portare nelle farmacie, per poter prendere i farmaci/presidi terapeutici di cui necessitano. Ribadiamo ancora che tali norme dovrebbero essere valide ed attuate per tutto il periodo in cui le misure di contenimento del virus saranno in vigore, al fine di poter rendere possibile il rispetto del decreto “io resto a casa”.

“Le organizzazione della medicina di famiglia hanno già dato dimostrazione di disponibilità a misurarsi con nuovi strumenti e modalità di vicinanza e semplificazione delle procedure di presa in carico e cura dei loro pazienti, quindi siamo certi che saranno disponibili a dare il loro contributo per uniformare a livello nazionale le norme e procedure utili a tutelare sia i medici di base, che si trovano a fronteggiare la prima linea del contagio, sia i loro pazienti evitando loro di doversi recare presso i loro studi se non quando ciò non sia veramente indifferibile auspichiamo che tale esempio venga mutuato anche da tutte le farmacie.”

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