Rasi: produzione vaccini Covid non sarà un problema

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Nessuna difficoltà a rafforzare la produzione dei vaccini in altri stabilimenti se necessario, è sufficiente ispezionare il sito produttivo e se esistono le condizioni, in un paio di settimane la catena produttiva potrebbe partire rafforzata per fare fronte alla richiesta mondiale.

Ne è convinto Guido Rasi, docente di microbiologia all’Università di Tor Vergata e già direttore generale dell’Agenzia Europea dei Medicinali, alla luce delle preoccupazioni per lo slittamento delle consegne di vaccino per le prossime settimane da parte di Pfizer. “Attenzione perché in questo caso si tratta di un tecnologia Rna. La disponibilità espressa ieri da Sanofi, in questo senso, potrebbe riguardare invece la produzione di un vaccino più tradizionale”, riferisce Rasi, aggiungendo che comunque nel quadro produttivo mondiale attualmente anche per il vaccino russo sembrano esserci problemi di produzione.

“Del resto – sottolinea l’ex DG Ema – non si è mai visto uno sforzo così grande. C’è tanta emotività in questo momento ma capisco chi si trova a dover fare i conti con la realizzazione di un piano vaccinale. In questa situazione la qualità e’ altrettanto importante rispetto alla quantità. Prima dell’estate avremo in tutto 5 o 6 vaccini disponibili. L’Italia è partita bene con il suo piano vaccinale. Altri paesi, come la Francia, di meno. La prima parte sta riguardando il personale sanitario nelle strutture e questo rende più semplice le cose. Bisognerà capire cosa accadrà con la partenza della vaccinazione nella popolazione già prevista fra gli anziani nelle prossime settimane”.

Ma la vaccinazione è solo il primo passo, spiega Rasi: “Bisogna infatti prevedere dei piani a supporto: a partire da quello per monitorare il livello di risposta immunitaria nella popolazione, in alcuni particolari gruppi infatti potrebbe esserci un’ immunizzazione minore”. Il secondo piano dovrebbe riguardare il sequenziamento dei nuovi casi di infezione per monitorare la presenza di mutazioni. Ed infine – conclude Rasi – un monitoraggio operativo e logistico “Inoculare il vaccino e’ solo il 50% della campagna”.

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