Psoriasi a placche: ok a Ixekizumab (Lilly) da 3 studi di fase III

7 luglio, 2016 nessun commento


Ottima tollerabilità, sicurezza e pelle pulita per circa 8 pazienti su 10. Risultati significativi registrati già a 12 settimane di trattamento, con un miglioramento rilevato già dalle prime due settimane. Sono questi alcuni dei risultati più incoraggianti delle tre ricerche in corso sull’efficacia di Ixekizumab in pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sul New England Journal of Medicine e discussi anche a Parigi dove, fino al 9 luglio, è in corso il 5° Congresso PIN (Psoriasis International Network).

Ixekizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato IgG4 che si lega selettivamente con interluchina 17A (IL-17A) citochina e inibisce la sua interazione con il recettore IL-17. IL-17A è una citochina naturale che è coinvolta nella normale risposta infiammatoria e immunitaria. Ixekizumab inibisce il rilascio di citochine pro-infiammatorie e chemochine. La molecola è stata approvata dalla FDA nello scorso mese di marzo per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave in pazienti adulti che sono candidati alla terapia sistemica o fototerapia.

Le evidenze degli studi
In tutti e tre gli studi di fase III  (denominati UNCOVER-1, UNCOVER-2 e UNCOVER-3), una risposta clinicamente significativa al trattamento con Ixekizumab è avvenuta dopo sole 12 settimane di trattamento e sono stati dimostrati livelli di remissione elevata dopo 60 settimane di trattamento. In tutte le fasi di studio sono stati analizzati sia gli indicatori PASI “Psoriasis Area Severity Index”, sia sPGA. L’indicatore PASI misura la portata e la gravità della psoriasi valutando arrossamento, spessore e desquamazione delle lesioni cutanee (classificate su una scala da zero a quattro), ponderata per la superficie di pelle coinvolta, mentre il sPGA è l’indicatore della valutazione del medico sulla gravità delle lesioni psoriasiche complessive di un paziente ed è una misura consigliata dall’FDA statunitense per valutare l’efficacia di un trattamento. In tutti e tre gli studi, sPGA e PASI sono stati valutati anche a 60 settimane di trattamento con eccellenti risultati.

 

 

 

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