Promethera, via a studio Hepastem nella NASH terminale

Promethera, via a studio Hepastem nella NASH terminale
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Grazie a un finanziamento di 39,7 milioni di euro, Promethera Biosciences potrà ora avviare gli studi sull’uomo per valutare gli effetti della sua terapia cellulare epatica, HepaStem, anche nel trattamento della NASH in fase terminale.

HepaStem è una terapia cellulare allogenica basata su cellule progenitrici di derivazione epatica. Promethera dovrebbe arrivare a concludere la fase di studio IIa nell’insufficienza epatica cronica acuta (ACLF) in estate.

Entro la fine dell’anno, quindi, dovrebbe iniziare la fase successiva su oltre 200 pazienti con ACLF, il più ampio test sulla terapia mai avviato fino a oggi, ma nel lungo temine il trattamento potrebbe diventare strategico per un maggior numero di patologie, tra cui la steatoepatite non alcolica (NASH).

Inizialmente, l’azienda belga aveva programmato di puntare rapidamente alla NASH, ponendosi come obiettivo il 2017 per entrare nella sperimentazione sull’uomo.

Successivamente, però, ha rivisto i suoi piani per decidere bene come posizionare il trattamento in un campo competitivo come la NASH.

Promethera punta ai pazienti con malattia in fase terminale, F3 e F4, forme avanzate contro le quali i rivali devono ancora ottenere dati. Intercept Pharmaceuticals, per esempio, ha iniziato a testare Ocaliva nei pazienti F4 lo scorso anno.

Il programma di sperimentazione della terapia contro la NASH inizierà dunque in Europa nel 2019.

Successivamente, l’azienda belga punterà a espandere lo sviluppo clinico negli USA e in Asia, in particolare in Giappone, un mercato chiave che ha investito in Promethera e che ben comprende i potenziali delle terapie cellulari, oltre al fatto che i problemi epatici sono molto diffusi in questa popolazione asiatica.

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