Prezzi farmaci USA: Big Pharma comunica con i dati

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Negli Usa continua a essere di grande attualità il tema dei prezzi dei farmaci. Per le aziende farmaceutiche è un terreno di sfida che va ben al di là della buona reputazione presso l’opinione pubblica e il mondo politico, giacché le coinvolge sul piano del rapporto con i payers. Molte big pharma, a sostegno delle proprie politiche in tema di rimborso, preparano e rendono pubblici dati farmaco-economici.

Novartis ha pubblicato le evidenze di costo-efficacia per Entresto, dimostrando come questo trattamento terapeutico sia in grado di generare risparmio riducendo le ospedalizzazioni e quindi arginando la spesa sanitaria.Una filosofia di comunicazione che potrebbe essere sposata presto da aziende come Gilead Sciences, AbbVie, Bristol-Myers Squibb e Merck per la nuova generazione dei farmaci contro l’epatite C. Gilead, per esempio, non ha mai abbassato il prezzo dei suoi farmaci – Sovaldi e Harvoni – facendo leva  sui gruppi delle associazioni pazienti e dimostrando che questi farmaci sono in grado di curare molti pazienti e di far risparmiare il servizio sanitario nazionale, limitando le ospedalizzazioni e riducendo il numero di trapianti di fegato. Altre big pharma, come Pfizer, stanno invece puntando sul valore della ricerca. In questi giorni, sulle principali emittenti USA, sta andando in onda uno spot incentrato proprio sul lavoro, sul costo e sull’impegno continuo della ricerca.

Il tema della negoziazione dei prezzi dei farmaci detta anche l’agenda dei candidati alla Casa Bianca. Infatti, sia Clinton che Trump, nei loro programmi elettorali, hanno un piano per il progetto Medicare che fornisce assistenza dal punto di vista sanitario  per le famiglie meno abbienti.

 

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