Prezzi dei farmaci: Trump twitta e le azioni di Big Pharma calano

8 marzo, 2017 nessun commento


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump usa frequentemente i social media per annunciare riforme o cambiamenti politici. Nei giorni scorsi, in paerticolare, ha pubblicato due post su Twitter relativi alla questione della riforma sanitaria. In un primo tweet Trump ha detto che “sbarazzarsi dei confini di stato promuoverà la concorrenza e sarà la fase 2 e 3 della rollout sanitaria”, apparentemente riferendosi alle restrizioni geografiche sugli assicuratori e riempiendo quello che vede come un vuoto nell’abrogazione e sostituzione dell’Obamacare. In un secondo tweet . pubblicato pochi minuti dopo il primo – il presidente ha ribadito di essere al lavoro su un nuovo sistema che permetterà agli americani di veder calare i prezzi dei farmaci. Questi sono solo gli ultimi di una serie di sviluppi politici e dichiarazioni di Trump che hanno mantenuto alta l’attenzione degli osservatori del settore e fatto scendere i valori della azioni delle case farmaceutiche. Il presidente ha fatto ripetute promesse di “abbattere” i prezzi dei farmaci e ha appoggiato alcune idee, come la negoziazione sul prezzo di Medicare e l’importazione di farmaci, aspetti che i produttori di medicinali hanno combattuto in passato. Finora, tuttavia, l’amministrazione non ha definito proposte specifiche per affrontare i prezzi elevati dei farmaci negli Stati Uniti.

Le ripercussioni in Borsa
Le azioni di Pfizer e Merck & Co pochi giorni fa hanno perso l’1,1%, quelle di Amgen sono scese dell’1,4%. L’indice Nasdaq Biotechnology è stato dell’1,4% più basso, mentre il NYSE Arca Pharmaceutical Index è sceso dell’1,2%. Dopo che sono stati resi noti i programmi di sostituzione dell’Obamacare, le azioni degli ospedali hanno a loro volta conosciuto un ribasso, con Tenet Healthcare e Community Health Systems che hanno perso ciascuna circa il 4%. Le azioni della maggior parte degli assicuratori del ramo salute hanno chiuso con un segno positivo. L’healthcare ha avuto la peggiore prestazione degli 11 principali settori di S&P, perdendo lo 0,7%. Nonostante questo calo il settore sanitario ha sovraperformato il mercato più ampio di quest’anno, in aumento dell’8,5% contro una salita del 5,9% per l’S&P 500.

Le previsioni
Commentando i tweet presidenziali, l’analista di Evercore ISI Umer Raffat si è chiesto cosa Trump intenda per rafforzare la concorrenza. L’esperto ha osservato che già esiste una concorrenza tra farmaci branded e generici e che una competizione diretta tra farmaci brandizzati richiederebbe medicinali intercambiabili. “Questo è possibile in alcune aree terapeutiche, ma non in tutte “, ha sottolineato l’esperto.-
Prima di diventare presidente, Trump aveva detto che l’industria del farmaco l’ha sempre “fatta franca.” Ha promesso maggiore competizione per risparmiare miliardi di costi sanitari negli Usa. Questa promessa ha lasciato le aziende farmaceutiche e gli analisti a interrogarsi su quale tipo di offerta competitiva potrebbe applicarsi ai farmaci. Dopo di che, in un incontro alla Casa Bianca con i rappresentanti del settore, il presidente ha ammorbidito i toni dicendo che le aziende farmaceutiche hanno fatto un “ottimo lavoro nel corso degli anni, ma dobbiamo abbassare i prezzi per molti motivi”. Gli interlocutori del Pharma hanno lasciato quell’incontro apparentemente allietati, meno preoccupati per i cambiamenti di prezzo.

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