Pharma, sempre più feeling con i social

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Le campagne promozionali sui social media del settore farmaceutico non solo stato migliorando, ma hanno raggiunto, ormai, il livello di efficacia di altri settori merceologici. A evidenziarlo è un gruppo di esperti USA di Digital Pharma East; mentre una volta il settore farmaceutico era riluttante a buttarsi nei canali digitali rivolti ai consumatori, oggi i brand hanno adottato sofisticate strategie social insieme a modelli test-and-learn su diverse piattaforme.

“L’adozione dei social da parte del settore farmaceutico è cresciuta molto”, sottolinea Ryan Burchinow, del gruppo CMI Media Group. La crescita è soprattutto dovuta al fatto che le aziende portano avanti campagne con consapevolezza, che usano social emergenti in cui può sembrare difficili entrare, come TikTok, che non è più solo un ritrovo per adolescenti. Il 19% dei 110 milioni di utenti mensili di TikTok, infatti, ha più di 35 anni, quando nel 2019 era meno del 10%.

Il social è immediato, non richiede grandi programmazioni, basta che qualche contenuto sia mantenuto fresco e dato ‘a bocconi’, come consiglia Joyce Ercolino Archinow, direttore di digital excellence ad Harmony Biociences.

Un esempio pratico lo riporta Milena Mitova, digital brand activation di MSD, secondo la quale, a partire da appena 40 risorse di marketing già create, come un webinar o una brochure, si possono ottenere quasi 2.600 ‘pezzettini’ di contenuti che possono essere usati in e-mail, post sui social o annunci a pagamento.

Tuttavia, sia che si tratti di social media all’avanguardia, nuovi o datati, come YouTube e Facebook, o contenuti di stampa dai media tradizionali riproposti, la strategia e la definizione degli obiettivi, la pianificazione dettagliata, la gestione delle aspettative e la misurazione sono i fattori chiave per il successo sui social delle aziende farmaceutiche.

“Non si tratta sempre di fare qualcosa di nuovo, si tratta di fare quello che stai facendo, solo meglio”, spiega Archinow, secondo il quale si può fare molto, a patto di “pensarci costantemente e capire come mantenere una linearità di comunicazione”.

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