Pfizer: strategia “cocktail” per il settore dell’oncologia

25 maggio, 2016 nessun commento


Come altre aziende rivali, anche Pfizer vede buoni margini di crescita nel campo dell’oncologia. E rispetto alle case farmaceutiche concorrenti, avrebbe un vantaggio: utilizzare i suoi farmaci nelle terapie a base di cocktail di medicinali, così da contenere anche i prezzi delle cure. A parlarne è stata Liz Barrett, capo della divisione antitumorali dell’azienda americana, nell’ambito dell’UBS Global Health Care Conference.

Bene Ibrance.429 mln di dollari nel Q1
L’ultimo farmaco del colosso americano approvato contro il cancro del seno, Ibrance, sta andando bene. Secondo Barrett avrebbe già conquistato il 40% del suo mercato e le indicazioni terapeutiche si sono estese anche per il tumore nelle prime fasi e per le pazienti con altre mutazioni genetiche. Lo scorso anno, dopo il lancio nel febbraio 2015, Ibrance ha portato 723 milioni di dollari nelle casse di Pfizer e nel primo trimestre di quest’anno ha già fato registrare vendite per 429 milioni di dollari.

E poi ci sono ancora gli antitumorali più datati, come Sutent, Xalkori e Inlyta. Xalkori, per esempio, utilizzato contro il tumore del polmone, è stato appena approvato anche per la terapia dei pazienti che hanno il biomarker ROS1. Un ristretto numero di malati, per la verità, ma che, presumibilmente, saranno in terapia più a lungo. Mentre Inlyta, approvato nel 2012 contro il cancro del rene, starebbe soffrendo la concorrenza dei farmaci immuno-oncologici. E proprio da qui nascerebbe la strategia di Pfizer, che invece di mettersi in competizione con le altre aziende, spera di unire i nuovi farmaci innovativi insieme ai suoi già in commercio, dal momento che i cocktail di più farmaci sembrano essere il futuro, e molti sono già in fase di sperimentazione.

Mix promettenti
La stessa casa farmaceutica americana starebbe sperimentando Inlyta in combinazione con le terapie immuno-oncologiche, incluso il suo stesso avelumab, sviluppato insieme alla tedesca Merck, e Keytruda dell’americana Merck Sharp & Dohme. “Ci aspettiamo che Inlyta diventi uno dei farmaci più usati in questi cocktails”, ha dichiarato Barrett.

Ma Pfizer ha una lunga lista di altri farmaci potenzialmente utilizzabili in un cocktail. Una prospettiva, però, che pone dei dubbi sui costi che raggiungerebbero così i trattamenti antitumorali. Secondo Barrett, dunque, la possibilità in più rispetto ad altre aziende rivali che ha Pfizer è proprio quella di avere già farmaci che possono essere utilizzati insieme, mentre altre case farmaceutiche dovrebbero sempre utilizzare i propri medicinali in combinazione con quelli di altre aziende. E proprio la prospettiva di mettere insieme farmaci della stessa azienda in un unico cocktail consentirebbe di abbassare il prezzo delle terapie, facendo di Pfizer una delle aziende più competitive in campo oncologico.

 

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