Pfizer, dermatite atopica: abrocitinib più efficace di dupilumab alla dose più alta

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(Reuters Health) – Nei pazienti con dermatite atopica da moderata a grave, il trattamento con abrocitinib alla dose più alta di 200 mg è risultato più efficace di dupilumab. E’ quanto emerge da un trial clinico pubblicato dal New England Journal of Medicine e guidato da Thomas Bieber, dell’University Hospital di Bonn.

In particolare, l’endpoint primario dello studio JADE COMPARE, basato su un miglioramento di due punti a livello della scala di valutazione Investigator’s Global Assessment (IGA), è stato raggiunto, alla settimana 12, dal 48,8% dei pazienti trattati con la dose più alta di abrocitinib, dal 36,6% tra quelli che ricevevano 100 mg al giorno, dal 36,5% tra coloro che ricevevano l’iniezione di dupilumab,e solo dal 14% di chi veniva trattato con placebo.

Un secondo endpoint prendeva in considerazione l’Eczema Area and Severity Index-75 (EASI-75), un miglioramento del 75% rispetto al punteggio al baseline, parametro ottenuto dal 70,3% dei pazienti trattati con abrocitinib ad alte dosi, dal 58,7% dei pazienti che ricevano la dose più bassa di farmaco, dal 58,1% di coloro che ricevevano dupilumab e dal 27,1% dei pazienti del gruppo placebo.

I ricercatori hanno anche valutato la riduzione del prurito con un miglioramento di almeno 4 punti sulla scala di valutazione che va da 0 a 10 Pruritus Numerical Rating Scale, con il 49,1% di coloro che ricevevano 200 mg di abrocitinib che raggiungevano questo risultato rispetto al 31,8% dei volontari trattati con 100 mg di abrocitinib, del 26,4% di coloro che ricevevano dupilumab e del 13,8% del gruppo placebo.

Tuttavia, mentre l’efficacia di abrocitinib si stabilizzava alla settimana otto di terapia, il numero di pazienti che rispondeva a dupilumab continuava ad aumentare fino alla settimana 16 di trattamento, per cui “entrambe le dosi di abrocitinib non erano significativamente diverse da dupilumab rispetto all’EASI-75, alla settimana 16”, come dichiarato dagli stessi autori. E lo stesso valeva per IGA.

Infine, non sono stati registrati effetti avversi gravi. La nausea è stata più frequente tra chi riceva abrocitinib; mentre un altro effetto collaterale chiave, l’acne, è stato osservato in nessuno dei pazienti trattato con placebo, in 3 su 242 trattati con dupilumab, in 7 dei 238 che ricevevano la dose più bassa di abrocitinib e in 15 su 226 che ricevevano il dosaggio più alto.

Abrocitinib è un inibitore selettivo orale in sperimentazione che agisce sulla Janus chinasi 1. Una decisione della FDA americana sull’ok alla commercializzazione del medicinale è attesa per il mese prossimo.

Fonte: New England Journal of Medicine
(Versione italiana Daily Health Industry)

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