Novo Nordisk: sul 2017 pesa l’incognita Trump

6 febbraio, 2017 nessun commento


Dopo un 2016 complessivamente positivo, si annuncia un 2017 in tono minore per Novo Nordisk, a causa delle incertezze della politica sanitaria statunitense, soprattutto in tema di prezzi dei farmaci. Il CEO Lars Fruergaar Jørgensen  stima una crescita compresa tra -1 e +4% .“La società sta lavorando in un clima incerto”, ha affermato il top manager. A pesare sarebbero anche le pressioni sui prezzi. L’azienda danese, insieme ai competitor  Sanofi ed Eli Lilly, è stata accusata, in USA, di aver aumentato il prezzo dell’insulina. Novo Nordisk ha successivamente promesso che si sarebbe limitata a un aumento a una sola cifra e che avrebbe reso il prezzo dei suoi prodotti accettabile per i pazienti americani, anche se ha dichiarato di non condividere le accuse e di essere pronta a difendersi. Il mercato USA, nel 2016, ha reso conto del 37% della crescita annuale dell’azienda. Se Trump andrà fino in fondo nella revisione dei prezzi dei farmaci la crescita di Novo Nordisk potrebbe subire un’inversione di tendenza. Inoltre, il neo-presidente USA ha intenzione di mettere una tassa di confine del 20%, che potrebbe interessare i farmaci che Novo Nordisk produce all’estero, soprattutto l’insulina, anche se l’azienda danese sta costruendo un impianto di produzione in North Carolina. Rimanendo nell’ambito del mercato americano, Novo Nordisk ha stretto un accordo logistico con CVS Health per la distribuzione dei suoi prodotti. Una partnership che, secondo Jørgensen, spingerà le vendite nella “direzione giusta”. Inoltre, alcuni farmaci dell’azienda danese hanno registrato crescite impressionanti nel 2016. Come Tresiba, l’insulina basale, e i prodotti di combinazione Xultophy e Ryzodeg, che hanno conosciuto una crescita del 212%. Tresiba ha portato nelle casse dell’azienda danese circa 550 milioni di euro. Nonostante la concorrenza di Eli Lilly, e del suo farmaco GLP-1 Trulicity, Vicotza è cresciuto del 12% e l’azienda danese detiene ancora il 50% del mercato. Saxenda è cresciuto del 245% a più di 200 milioni di euro. E molto positivamente sono andate anche le vendite in Asia, con quelle in Cina aumentate del 12% e quelle in Giappone e Corea del 15%. Nel complesso, dunque, le vendite per lo scorso anno sono aumentate del 4%, per arrivare a un incasso di 15 miliardi di euro. Gli investitori, però, guardano anche al futuro e a quello che accadrà quest’anno nel campo degli antidiabetici. Prima di tutto Jardiance – il farmaco inibitore del trasportatore SGLT2 di Eli Lilly e Boehringer Ingelheim – ha avuto l’ok della FDA per la riduzione del rischio cardiovascolare nei pazienti diabetici. Anche se questo medicinale non è un concorrente diretto di Victoza, alcuni analisti vedono per la classe dei farmaci SGLT2 una crescita maggiore rispetto agli analoghi del GLP-1. Novo Nordisk, inoltre, ha un farmaco in approvazione, a somministrazione settimanale, che si contrappone a Trulicity e Victoza e che dovrebbe avere il via libera tra 9-12 mesi. Un lancio che, secondo gli analisti, potrebbe essere uno dei più promettenti del 2017. Inoltre, Victoza potrebbe avere un’ulteriore spinta se la FDA approverà l’aggiornamento in etichetta per la riduzione degli eventi cardiovascolari, sulla base dei dati presentati all’incontro dell’American Diabetes Association lo scorso giugno.

 

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