Novartis si fa in due. E cambiano le poltrone

18 maggio, 2016 nessun commento


Innovative Medicines. Parte da qui la nuova struttura annunciata dal colosso svizzero che ospiterà, al suo interno, due business diversi: Pharmaceutical e Oncology. Questa ristrutturazione interna, se da un lato conferma l’attenzione che l’azienda sta dando all’oncologia, dall’altro darà il via ad un rimescolamento interno dei ruoli di senior leadership. Paul Hudson, attuale EVP Nord America per AstraZeneca, assumerà il ruolo di CEO per Novartis Pharmaceuticals (fino ad oggi tenuto da David Epstein), mentre Bruno Strigini, oggi executive in Novartis, diverrà CEO di Novartis Oncology.

Immediata la risposta da parte degli analisti. Tim Anderson della Bernstein parla di ‘porte girevoli’ come trend che sta seguendo l’azienda, ma spiega anche che “la divisione del ramo oncologia rispetto al business pharma non è nulla di inusuale e non si distanzia molto da quello che finora è stata la modalità di organizzazione della divisione”.

Già a gennaio scorso Novartis, che non ha voluto commentare il giro di poltrone, aveva rimpiazzato Jeff George, capo della business unit EyeCare, con Michael Ball, CEO uscente di Hospira, acquisita da Pfizer. Sorte simile per la responsabile US di Novartis, Christi Shaw, che ad aprile aveva annunciato di lasciare l’azienda per motivi familiari.

Vendite: flop Entresto
Cattive notizie arrivano dal fronte vendite. Entresto, un prodotto recentemente approvato per l’insufficienza cardiaca, dal suo ingresso sul mercato, avvenuto a luglio, non ha portato buoni risultati. L’azienda ha puntato il dito contro un atteggiamento di chiusura da parte dei cardiologi e ha evidenziato gli ostacoli messi in piedi dal sistema assicurativo reticente a coprire i costi dei nuovi farmaci.

Negli Usa, la risposta scelta dell’azienda a questo andamento negativo è stato il lancio di una campagna di comunicazione rivolta ai consumer (DTC) che come base di uno spot pubblicitario  per il suo farmaco ha utilizzato una canzone molto nota e coinvolgente lanciando un messaggio molto diretto “with heart failure, danger is always on the rise.”, da molti criticato per i toni troppo allarmistici utilizzati.

 

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