Novartis, Q3: salgono vendite e utili. L’incognita Alcon

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Con l’approvazione della prima terapia CAR-T nel trattamento della leucemia, negli USA, e con l’ok dell’EMA su Kymriah, contro il tumore del seno, Novartis ha spinto molto negli ultimi mesi. Eppure, il titolo ha subito nei giorni scorsi un calo del 2% e il problema potrebbe essere Alcon, l’unità specializzata in prodotti oftalmici, che secondo gli investitori potrebbe essere venduta il prossimo anno. Ma il CEO di Novartis, Joe Jimenez, smentisce, anche perché Alcon ha aumentato le vendite del 7%, portando i ricavi a 1,5 miliardi di dollari nel terzo trimestre, il secondo di crescita. La cessione non dovrebbe concretizzarsi prima del 2019. Alcon ha dunque offerto un importante contributo al positivo Q3 dell’azienda svizzera. Nel complesso, le vendite nette sono aumentate del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso a 12,4 miliardi di dollari e l’utile netto è salito del 10%, a 2,1 miliardi di dollari. Così Novartis ha confermato le previsioni per l’anno, con vendite e utili in linea con quelli del 2016, anche se sta per affrontare la concorrenza dei generici sull’antitumorale Gleevec. Nonostante i buoni risultati e le dichiarazioni di Jimenez, la posizione di Alcon rimane precaria. L’azienda svizzera ha deciso di spostare una linea di prodotti per l’occhio dalla divisione pharma ad Alcon. Prodotti che portano circa 700 milioni di dollari in vendite l’anno e hanno “buoni margini”. Per il resto, i farmaci su cui Novartis punta sono Entresto, per l’insufficienza cardiaca, Cosentyx, per la psoriasi, i nuovi antitumorali Kisquali e Kymiriah, e i biosimilari. Le vendite di Entresto sono aumentate del 138% rispetto al Q3 del 2016, arrivando a 138 milioni di dollari, anche se le prescrizioni sarebbero scese nell’estate. Da quando è stato lanciato due anni fa al prezzo di 4.600 dollari per la terapia annuale, il farmaco è stato al centro di lunghe dispute per accedere ai rimborsi e per convincere i medici ad abbandonare terapie meno costose, nonostante i dati ne dimostrassero la maggiore efficacia rispetto a farmaci più datati.

 

 

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