Novartis oftalmologia, comincia il dopo Alcon

10 Aprile, 2019 nessun commento


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Portare brolucizumab a un lancio di successo nel campo della degenerazione maculare senile umida, espandersi nella terapia genica con trattamenti come Luxturna ed esplorare eventuali possibilità nel campo delle soluzioni digitali per la cura degli occhi, prendendo in considerazione qualche operazione di M&A.

Ecco le priorità di Novartis in ambito oftalmico, ora che Alcon si è definitivamente separata dall’azienda svizzera. A parlare delle strategie, che riflettono la visione del CEO di Novartis, Vas Narasimhan, è Nikos Tripodis, responsabile global dell’oftalmologia dell’azienda svizzera.

Il focus a breve termine è sicuramente brolucizumab, potenziale rivale di Eylea, di Bayer e Regeneron. Per velocizzare l’approvazione del nuovo trattamento, Novartis ha puntato sulla revisione prioritaria da parte della FDA e spera in un lancio già nel corso di quest’anno. Le previsioni parlano di un fatturato di 1,38 miliardi di dollari, che il trattamento potrebbe raggiungere entro il 2024.

Il farmaco, della classe dei VEGF a lunga durata d’azione, ha eguagliato Eylea in efficacia, nel migliorare l’acuità visiva, endpoint primario dei due studi di fase III, Harrier e Hawk. I pazienti, inoltre, verrebbero trattati ogni trimestre, mentre Eylea viene somministrato ogni otto settimane.

Novartis conta su brolucizumab per espandere il suo portfolio nell’oftalmologia, che attualmente ha più di 70 brand. Il business ha però bisogno di aiuto.

I 4,56 miliardi di dollari di vendite nel 2018 rappresentano una diminuzione del 2% rispetto al 2017, soprattutto per l’aumento della concorrenza negli USA e per i generici in Europa.

In questo campo, comunque, oltre a studi su brolucizumab nel trattamento di edema maculare diabetico e occlusione venosa retinica, l’azienda svizzera ha in sperimentazione ECF843, una forma ricombinante della lubricina umana, che ha preso in licenza da Lubris, e UNR844, un potenziale farmaco primo della sua classe in sperimentazione di fase II contro la presbiopia.

Per quel che riguarda le terapie geniche, Tripodis ha riferito che gli istituti di ricerca di Novartis stanno effettuando studi su glaucoma e degenerazione maculare senile, oltre che sperimentazioni sull’uomo di un candidato contro la retinite pigmentosa.

Del resto Novartis ha preso da Spark Therapeutics la prima terapia genica approvata da FDA, Luxturna, per una malattia rara ereditaria che colpisce gli occhi.

Luxturna, però, ha avuto un avvio lento negli Stati Uniti, mentre a novembre scorso ha incassato l’ok dell’EMA. Così l’azienda svizzera lavorerà ora per migliorare la diagnosi e avviare i trattamenti in centri specializzati.

Novartis sta comunque valutando attivamente partnership e opportunità di vario tipo nel settore M&A per potenziarsi nella digital health, sempre nel campo oftalmico.

Su questo fronte l’azienda di Basilea nel 2018 ha lanciato l’app FocalView per aiutare gli studi a distanza. L’applicazione consente infatti ai pazienti di caricare le valutazioni della acuità visiva fornendo ai ricercatori esperienze reali e su base regolare.

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