Novartis, l’esodo del top management. Cinque abbandoni in sette mesi

24 maggio, 2016 nessun commento


(Reuters Health) – Cinque abbandoni in sette mesi: una sorta di esodo da parte del top management di Novartis, che non aiuta lo sforzo del CEO Joe Jimenez di cercare di far risalire l’azienda dal crollo del 25% registrato lo scorso anno. L’ultima uscita è stata annunciata la scorsa settimana e riguarda David Epstein, responsabile della divisione farmaceutica, che ha deciso di lasciare dopo la decisione del CEO di scinderla in due settori di business. Posizionando l’oncologia in un settore a sé stante, Novartis mira a trarre il miglior profitto possibile da una linea di business che ha visto l’acquisto di GlaxoSmithKline per 16 miliardi di dollari l’anno scorso: una riorganizzazione apprezzata dagli analisti.

Le dimissioni a catena prefigurano un’instabilità di gestione a lungo termine. Christi Shaw, a capo della divisione negli USA, ha lasciato la sua posizione questo mese dopo il lancio poco brillante di Entresto, l’apparentemente promettente farmaco per sistema cardiocircolatorio che ,secondo le ultime proiezioni, raccoglierà la metà delle vendite previste dagli analisti.

I top manager in uscita
Jeff George, capo di Alcon, se n’è andato a gennaio dopo l’ennesimo trimestre segnato da un calo di vendite della divisione che si occupa di attrezzature per la chirurgia oftalmica.

“Nel corso degli anni l’azienda è stata come una porta girevole per quanto riguarda i dirigenti” ha scritto Tim Anderson, un analista di Bernstein. “Ci siamo chiesti se questa carenza di continuità ha contribuito alle difficoltà della società”.

Anche Eric Cornut, Chief Ethics Officer,sta lasciando la Novartis dopo 27 anni di lavoro, proprio nel momento in cui si sta combattendo in America la causa sulla corruzione dei medici.

Ameet Nathwani, responsabile globale del Medical Affair, ha abbandonato la nave per approdare, due mesi fa, alla rivale Sanofi.

Mark Fishman, direttore dell’Istituto di Novartis per la ricerca biomedica a Boston e William Sellars, capo della ricerca oncologica, stanno invece per andare in pensione.

“Le posizioni chiave stanno cambiando rapidamente in questo momento, in una situazione in cui probabilmente si preferirebbe avere più stabilità”, ha detto l’analista di Vontobel, Stefan Schneider.

Il commento di Novartis
Novartis ha detto che i cambiamenti nella leadership sono scollegati tra loro e che le sostituzioni a cui ha pensato l’azienda includono i talenti più brillanti disponibili sul mercato. Ad esempio Fishman è stato sostituito da Jay Bradner, uno scienziato del Dana-Farber Cancer Institute di Harvard, mentre alla guida dell’unita farmaceutica arriverà Paul Hudson, prima ad AstraZeneca.

Fonte: Reuters Health News

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

 

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