NEJM: 2 pazienti COVID su 3 migliorano con remdesivir di Gilead

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(Reuters Health) – Secondo nuovi dati di uno studio osservazionale, più di due terzi dei pazienti gravemente malati di COVID-19 hanno assistito a un miglioramento delle loro condizioni dopo essere stati trattati con remdesivir, L’analisi è stata pubblicata venerdì al The New England Journal of Medicine.

Gli autori dello studio – coordinati da Jonathan Grein, direttore di epidemiologia ospedaliera presso il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles – scrivono che i risultati autorizzano a sperare, ma avvertono anche che è difficile interpretarli, perché non sono stati confrontati con un gruppo di controllo, come avviene in uno studio clinico randomizzato. Inoltre, il numero di pazienti è ristretto (61) e il tempo di follow up è stato relativamente breve.

Lo studio
Lo studio ha preso in esame dati provenienti da ospedali di Stati Uniti, Europa, Canada e Giappone. Ai pazienti era stato somministrato remdesivir per via endovenosa per dieci giorni nell’ambito di un programma per uso compassionevole.

Prima di ricevere il trattamento, 30 pazienti erano attaccati a ventilatori meccanici e quattro erano in ossigenazione extracorporea a membrana. Dopo un follow-up mediano di 18 giorni, 36 pazienti con supporto di ossigeno, il 68%, hanno fatto registrare un miglioramento; più della metà dei 30 pazienti sotto ventilazione meccanica sono stati estubati.

25 soggetti, il 47%, sono stati dimessi dall’ospedale. Sette pazienti, il 13% del totale, sono deceduti, inclusi sei pazienti (18%) di quelli che erano in ventilazione meccanica. 12 pazienti, il 23%, hanno presentato gravi manifestazioni della malattia tra cui sindrome da disfunzione multiorgano, shock settico e lesione renale acuta.

“Attendiamo i risultati degli studi clinici controllati per potenzialmente validare questi risultati”, conclude Jonathan Grein.

Fonte: The New England Journal of Medicine
(Versione Italiana Daily Health Industry)

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