Ministero Salute: circa 2000 segnalazioni di scambi di farmaci in cinque anni

1 giugno, 2016 nessun commento


Tra il 2011 e il 2015, al Ministero della Salute sono arrivate circa 2000 segnalazioni di “scambio” di farmaci. A indurre i malcapitati in errore, la similarità di nome e confezione. Il dato riguarda 135 coppie di farmaci, cosiddetti ‘LASA’, (Look-Alike/Sound-Alike), cioè farmaci simili nel nome, grafica del pacchetto o nome e nella confezione.

Il rapporto del Ministero
Le segnalazioni sono state inviate da Asl, farmacie, medici e pediatri di base e centri antiveleni. A trarre più in inganno, segnala il rapporto, è la somiglianza nel nome, nella confezione o nella grafica. Sono state infatti 1071 le segnalazioni arrivate su 70 coppie di farmaci con nome simile nella grafica. Seguono poi quelle per la somiglianza della confezione, dove il tipo di errore più frequente è lo scambio tra farmaci della stessa azienda ma con principio attivo diverso (825 segnalazioni su 56 coppie di farmaci), e quello tra farmaci della stessa azienda e con lo stesso principio attivo, ma dosaggio diverso (con 801 segnalazioni per 57 coppie di farmaci). Il rapporto non è però riuscito a determinare le percentuali delle singole tipologie di segnalazione, in quanto molte coppie di farmaci presentano molteplici fattori di rischio.

Antitumorali più a rischio
Considerando le segnalazioni fatte prima del 2011, si è visto che 624 coppie di farmaci erano già state segnalate negli anni precedenti, 1347 coppie sono state segnalate per la prima volta e 80 non sono state più segnalate. I farmaci antitumorali sono quelli più ad alto rischio. Nel frattempo dall’elenco aggiornato, precisa il rapporto, sono stati rimossi alcuni farmaci perché alcune aziende farmaceutiche hanno modificato la confezione, o le strutture sanitarie hanno preso provvedimenti per evitare lo scambio. Sono rimasti invece i farmaci per cui è stata rilevata una frequenza di segnalazione, anche se bassa, e su cui non si hanno informazioni di possibili misure contenitive.

”Anche se c’è una maggiore consapevolezza da parte degli operatori sanitari e negli ultimi tempi sono stati adottati provvedimenti per ridurre i fattori di rischio, con modifiche nella grafica o il colore sulle confezioni di alcuni farmaci conclude il rapporto del Ministero della Salute – è evidente la necessità di interventi incisivi per garantire un uso sicuro dei farmaci sia nella confezione che nella loro gestione, dall’approvvigionamento alla somministrazione in ospedale e sul territorio”.

 

 

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