Merck: sempre più evidenze a favore di Cladribina Compresse (SM)

Merck: sempre più evidenze a favore di Cladribina Compresse (SM)
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In occasione del 34° Congresso dell’European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) in corso a Berlino, Merck ha annunciato la presentazione di nuovi dati relativi a Cladribina Compresse. I dati presentati si basano su evidenze real world ed evidenze cliniche che attestano la sicurezza e l’efficacia di Cladribina Compresse e confermano il positivo profilo rischio/beneficio del trattamento orale, assunto per un massimo di 20 giorni nell’arco di due anni.

Secondo quanto rilevato dall’analisi integrata dei dati dei pazienti coinvolti negli studi CLARITY, CLARITY EXT e ORACLE-MS, a cui si aggiungono due anni di dati derivati dal registro a lungo termine PREMIERE, il profilo degli eventi avversi emergenti dal trattamento (TEAE) associati a Cladribina Compresse in pazienti con sclerosi multipla recidivante (RMS) è stato confermato senza ulteriori novità sulla sicurezza del prodotto. L’analisi integrata si riferisce a pazienti che sono stati seguiti fino a 10 anni(a 923 pazienti è stata somministrata Cladribina Compresse da 3,5 mg/kg mentre a 641 pazienti è stato somministrato un placebo). Nell’ambito di questa analisi, una panoramica di dati di sicurezza post approvazione fino a luglio 2018 ha inoltre dimostrato l’assenza di nuove segnalazioni di sicurezza o tollerabilità per Cladribina Compresse.

“I dati presentati in occasione dell’ECTRIMS 2018 evidenziano il nostro continuo impegno mirato a comprendere il profilo rischio/beneficio a lungo termine di Cladribina Compresse”, ha dichiarato Luciano Rossetti, Head of Global R&D per l’area di business biofarmaceutico di Merck. “Visto il numero sempre crescente di pazienti che possono usufruire di Cladribina Compresse a livello globale, diventa sempre più importante per noi investire nella ricerca scientifica per poter caratterizzare ulteriormente il profilo terapeutico del medicinale, così da garantire un beneficio ottimale ai pazienti”.

 

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