Karyopharm: per Xpovio un futuro nel glioblastoma?

17 Luglio, 2019 nessun commento


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Xpovio potrebbe andare oltre il trattamento del mieloma multiplo. Il primo farmaco approvato della classe nota come Selective Inhibitor of Nuclear Export (SINE) sarà infatti testato nella terapia del glioblastoma, una forma di tumore del cervello che si è dimostrata particolarmente difficile da trattare. La sperimentazione sarà avviata nell’ambito di un accordo tra Karyopharm Therapeutics, che produce Xpovio, e l’Ivy Brain Tumor Center del Barrow Neurological Institute di Phoenix, negli USA.

Xpovio agisce bloccando la proteina di esportazione nucleare XPO1, che a sua volta attiva le proteine che sopprimono i tumori. L’Ivy Center vorrebbe testare il farmaco su cellule tumorali prelevate direttamente dai pazienti, combinandolo con altri trattamenti e valutando l’impatto del cocktail sulle cellule, in modo che i ricercatori riescano a capire l’impatto sui tumori dei singoli pazienti in sette giorni.

Nel mieloma multiplo, Xpovio ha avuto un’approvazione difficile da parte della FDA. Un panel di esperti aveva votato contro l’ok al farmaco per problemi legati alla sicurezza d’uso. L’approvazione è infatti limitata ai pazienti che sono resistenti ad altre forme di trattamento e in via definitiva è ancora dipendente dai dati di uno studio di conferma.

Karyopharm sta però valutando il potenziale del farmaco contro altre forme tumorali. Attualmente, l’azienda sta conducendo studi clinici su Xpovio nel linfoma diffuso a grandi cellule B, nel liposarcoma e nel carcinoma endometriale. All’ultimo incontro annuale dell’American Society of Clinical Oncology, invece, i ricercatori hanno portato dati di fase II sul glioblastoma che mostrerebbero che un terzo dei pazienti trattati non avrebbe avuto progressione della malattia e che la durata media della risposta sarebbe stata di 11 mesi.

 

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