Janssen: 60 anni di successi in psichiatria

21 febbraio, 2017 nessun commento


di Massimo Scaccabarozzi, Presidente e Amministratore Delegato di Janssen Italia

 

Sessant’anni di successi in attività di ricerca e sviluppo in psichiatria. È l’importante traguardo raggiunto dalla nostra azienda e celebrato in occasione della ventunesima edizione del Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicopatologia – SOPSI, in corso nella Capitale. Un’area molto cara al nostro fondatore, il Dottor Paul Janssen che, a partire dal 1953, iniziò a occuparsi di patologie mentali e nello specifico di schizofrenia. Oggi, ci affermiamo come uno dei principali player mondiali in questo campo. I nostri ricercatori lavorano quotidianamente per identificare soluzioni terapeutiche innovative ad alcuni dei disturbi mentali più diffusi e invalidanti come la depressione, l’insonnia e la schizofrenia. La nostra mission è ridurre al minimo l’impatto di queste patologie sulla popolazione, il tutto nel rispetto e sulle basi del lavoro svolto dal Dottor Paul, le cui ricerche contribuirono a ribaltare l’approccio terapeutico mondiale alla psichiatria. Successi che gli valsero anche la candidatura per il Premio Nobel.

Ma il nostro impegno non finisce qui. Ci spendiamo, infatti, per favorire percorsi terapeutici che uniscano l’efficacia dei farmaci con la riabilitazione e il conseguente reinserimento dei pazienti nella quotidianità della vita sociale. Per farlo, promuoviamo iniziative di Responsabilità Sociale come il progetto Triathlon – Indipendenza, Benessere, Integrazione nella Psicosi, pensato per far fronte alle criticità che, quotidianamente, caratterizzano l’assistenza e il trattamento di questi individui. In dettaglio, attraverso il coinvolgimento attivo di medici, infermieri, psicologi, tecnici della riabilitazione, assistenti sociali, pazienti e caregiver e tramite l’organizzazione di iniziative e eventi formativi, incoraggiamo un intervento precoce: l’eventuale trattamento farmacologico, la riabilitazione cognitiva e la psicoeducazione. Tra gli scopi di questa iniziativa, attraverso il mondo dello sport, si inserisce il contrasto verso lo stigma che, ancora oggi, accompagna questi pazienti.

Tra i farmaci scoperti dalla ricerca del dottor Paul Janssen voglio ricordare, per primi, l’aloperidolo (1958) e il risperidone (1993) in quanto queste due molecole sono state inserite dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nella lista dei farmaci essenziali per l’umanità. L’arrivo di queste terapie ha, di fatto, consentito una rivoluzione in termini di qualità di vita dei pazienti, permettendo loro di condurre un’esistenza sociale più serena sia in ambito familiare che lavorativo. Inoltre, proprio le cure introdotte dalla nostra azienda in quegli anni diedero il via al concetto di trattamento a domicilio, un elemento che portò alla progressiva e poi definitiva chiusura dei manicomi (Legge 180 del 13 maggio 1978, più nota come Basaglia). Possiamo, quindi, affermare che i neurolettici (famiglia di psicofarmaci utilizzati principalmente per il trattamento di schizofrenia, disturbo bipolare e disturbo depressivo cronico), scoperti da Janssen tra gli anni ’50 e ’60, hanno segnato un punto di svolta, per malattie che, come la schizofrenia, non disponevano di trattamenti efficaci. Dopo la scomparsa di Paul Janssen, avvenuta nel 2003, i nostri ricercatori, forti delle risorse messe in campo dal Gruppo Johnson & Johnson, hanno continuato ad occuparsi di psichiatria, ponendo il sistema nervoso centrale al centro dei progetti di ricerca dell’azienda. Tra i principali traguardi raggiunti è importante citare la prima terapia a lunga durata d’azione atipica a rilascio prolungato per uso intramuscolare (2005), l’arrivo di paliperidone orale a rilascio prolungato, primo e unico antipsicotico per il disturbo schizo-affettivo (2008) e la prima terapia a lunga durata d’azione mensile di paliperidone palmitato (2012). Oggi, nei nostri laboratori è in via di sviluppo una nuova formulazione trimestrale di paliperidone palmitato per la schizofrenia.Importanti traguardi che hanno consolidato la nostra leadership nella ricerca e il primato del nostro fondatore: il ricercatore che ha scoperto più antipsicotici al mondo.

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