Ipercolesterolemia: l’arrivo dei generici spariglia mercato USA

14 dicembre, 2016 nessun commento


Il farmaco campione di vendite Zetia, di Merck, ha perso la sua esclusività. È infatti arrivato sul mercato americano, lunedì, il generico, prodotto da Par Pharmaceutical, della Endo International. E a essere in pericolo è anche Vytorin, la combinazione di Zetia con la simvastatina. Le maggiori, perdite, però, si registreranno tra sei mesi, quando anche il farmaco di Par Pharmaceutical perderà l’esclusività e sul mercato arriveranno tutti gli altri generici.

Nel frattempo Merck continua a soffrire per la concorrenza dei biosimilari di Remicade in Europa, dove Pfizer e Celltrion hanno applicato sconti che hanno loro consentito di prendere rapidamente delle quote di mercato. Durante la conferenza sul Q3, i dirigenti Merck avevano sottolineato che la perdita dell’esclusività di Zetia avrebbe rappresentato un duro colpo per i risultati del 2017, anche se il calo potrebbe essere ricompensato dall’aumento delle vendite stimato per il trattamento immuno-oncologico Keytruda. Per quanto riguarda le vendite, Zetia e Vytorin dovrebbero chiudere, quest’anno, a 2,5 miliardi di dollari. Un valore destinato a scendere a circa 1,9 miliardi di dollari nel 2017. Mentre per il 2020 gli analisti prevedono i guadagni attestarsi a meno di un miliardo di dollari. Ironia della sorte, l’arrivo sul mercato del generico di Zetia arriva dopo che il farmaco, in combinazione con una statina come nel caso di Vytorin, ha dimostrato di apportare benefici a livello cardiovascolare per alcuni pazienti. In particolare, lo studio ha mostrato che Zetia, somministrato insieme a Zocor, la statina prodotta da Merck, ridurrebbe i rischi cardiovascolari nei pazienti con sindrome coronarica acuta, anche seun panel di esperti della FDA avrebbe respinto la richiesta di aggiornare il foglietto illustrativo del medicinale con l’indicazione che riduce il rischio di ‘eventi cardiovascolari’, tra cui infarto, ictus, morte cardiovascolare e altri, nei pazienti con malattia coronarica, dal momento che sarebbe bassa e limitata ad alcuni pazienti. In realtà, secondo gli analisti di Barclays, più che in vendite Merck perderà in guadagni, visto che, anche secondo Jami Rubin, dal 2011 le crescite di questo farmaco sono state dovute più che altro all’aumento dei prezzi. E nel frattempo il settore delle terapie contro l’ipercolesterolemia si affolla sempre di più, con il lancio delle costose terapie Praulent, di Sanofi, e Regeneron e Repatha, di Amgen. Tuttavia, proprio gli elevati prezzi di questi ultimi – si parla di 14mila dollari – potrebbero rilanciare le vecchie terapie, almeno come prima opzione terapeutica.

 

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