Il COVID ridimensiona il mercato pubblicitario. Tiene l’adv online

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Ammontano a circa 63 miliardi di dollari le perdite del mercato pubblicitario globale a causa del COVID-19. E nel 2021, con una previsione del 6,7% di crescita, il mercato recupererà solo il 59% di quanto perso con la pandemia. È la stima fatta dal rapporto di Warc, Global Advertising Trends: State of the Industry 2020/21.

Secondo il report, alla fine del 2020 la spesa globale in pubblicità sarà diminuita del 10,2%, per un totale di 557,3 miliardi di dollari. Si tratta di un calo di 2,1 punti percentuali rispetto alla precedente previsione globale di Warc e di un decremento dell’8,1% dal maggio scorso.
In termini assoluti, il calo registrato quest’anno è peggiore dell’ultima recessione del 2009, quando il mercato pubblicitario si ridusse di 61,3 miliardi di dollari (12,9%).

L’Healthcare e il farmaceutico perdono complessivamente l’8,8%, sotto di due punti percentuali rispetto allo scorso anno, e si attestano come uno dei settori meno colpiti dall’erosione degli investimenti. La maglia nera va a turismo e trasporti che perdono ben il 33,8% .

A fare le spese della contrazione degli investimenti sono state soprattutto le pubblicità sui media tradizionali, con la relativa spesa globale calata di un quinto, pari a 62,4 miliardi di dollari. In particolare, la spesa per la TV è scesa del 16,1%, quasi 30 miliardi di dollari.

Il mercato della pubblicità online, il 54,4% del totale annuo, è stabile, a 303,3 miliardi di dollari, e i dati migliori arrivano dalle pubblicità sui social media, che hanno registrato una crescita del 9,3% a 98,3 miliardi di dollari.

Una categoria, quella dei social, destinata, secondo il rapporto, ad aumentare di un ulteriore 12,2% nel 2021 per raggiungere 110,3 miliardi di dollari, pari a quasi un quinto di tutta la spesa pubblicitaria.

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