IA nell’era COVID. Opportunità o rischio?

IA nell’era COVID. Opportunità o rischio?
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Il team di Albert Hsiao dell’Università della California, San Diego (USCD), ha lavorato per 18 mesi a un programma di intelligenza artificiale progettato per aiutare i medici a diagnosticare la polmonite su una radiografia del torace.

Il progetto, sostenuto da finanziamenti per la ricerca ottenuti da Amazon Web Services, da UC system e dalla National Science Foundation (NSF), prevede di esaminare ogni radiografia del torace nell’ospedale californiano attraverso un algoritmo di intelligenza artificiale.

Sebbene non siano ancora stati pubblicati dati, i medici riferiscono che lo strumento influenza il loro processo decisionale clinico per circa un terzo dei casi, come dice Christopher Longhurst, Chief Information Officer di UCSD Health.

L’intelligenza artificiale è progredita ulteriormente nell’imaging rispetto ad altre aree della medicina clinica perché le immagini radiologiche hanno notevoli quantità di dati che gli algoritmi possono elaborare. “Più dati si hanno a disposizione, più i programmi sono efficaci”, precisa Longhurst.

La pandemia ha permesso di testare al massimo il programma. I ricercatori hanno distribuito rapidamente l’applicazione che è stata impiegata in oltre 6.000 radiografie del torace e ha fornito una certa affidabilità nella diagnosi,

Il team di Hsiao è uno dei tanti in tutti gli USA che ha sviluppato programmi di IA, in tempi più tranquilli ,prima del COVID-19.

Tuttavia, secondo alcuni esperti di IA, il lancio di programmi di questo tipo nel mezzo di una pandemia potrebbe essere fonte di confusione per i medici o addirittura pericoloso per i pazienti, secondo alcuni esperti di IA.

” In questo momento, l’intelligenza artificiale viene utilizzata in modo discutibile”, dice Eric Topol, direttore dello Scripps Research Translational Institute e autore di numerosi libri sull’IT sanitario.

Topol ha individuato un sistema creato da Epic, un importante fornitore di software per cartelle cliniche elettroniche, in grado di prevedere quali pazienti affetti da coronavirus possono ammalarsi gravemente.

Epic ha affermato che il modello dell’azienda è stato validato con i dati di oltre 16.000 pazienti COVID-19 ospedalizzati in 21 organizzazioni sanitarie.

Nessuna ricerca scientifica è stata pubblicata a riguardo, ma, in ogni caso, il modello è stato “sviluppato per aiutare i medici a prendere decisioni terapeutiche, anche se non sostituisce il loro giudizio”, osserva James Hickman, del team di cognitive computing di Epic.

Altri esperti, invece, considerano la crisi COVID-19 un’opportunità per conoscere il valore degli strumenti di intelligenza artificiale.

Nel 2019 quasi 2 miliardi di dollari sono stati investiti in aziende impegnate nell’ambito IA. Gli investimenti nel primo trimestre del 2020 sono arrivati a 635 milioni di dollari; molto di più rispetto ai 155 milioni del primo trimestre del 2019, secondo l’azienda Rock Health.

Almeno tre società di tecnologia dell’IA per l’assistenza sanitaria hanno stipulato accordi di finanziamento specifici per la crisi COVID-19. Tra queste Vida Diagnostics, una società di analisi di imaging polmonare basata sull’intelligenza artificiale.

 

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